Processo Mollicone, parte il processo in Appello.
Come si ricorderà gli imputati Franco, Marco, Annamaria Mottola, ma anche i carabinieri Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano, sono stati tutti assolti in primo grado dall’accusa di omicidio volontario e primi tre e favoreggiamento gli altri due carabinieri. In Appello verranno ascoltati i consulenti del pubblico ministero Sala, D’Aloia e la professoressa Cattaneo ai quali si contrapporranno, al professor Lavorino e gli altri consulenti della difesa. Un processo quello di stamattina in cui verrà polarizzata l’attenzione sulla porta della caserma trovata rotta e la frattura cranica, al lato sinistro, riscontrata sulla 18enne. Un elemento che ha spinto la procura, nel marzo del 2016, a riesumare la salma di Serena per effettuate le dovute comparazioni. In primo grado però la porta non sarebbe stata presa in considerazione dai giudici della corte di Assise. “L’ipotesi dell’impatto della testa di Serena – si legge nelle motivazioni – contro la porta in giudiziale sequestro non si ritiene dimostrata dalle consulenze merceologiche e genetiche». Una tesi appoggiata dalla consulenza tecnica della dottoressa Conticelli, la quale ha sostenuto «l’incompatibilità tra il quadro lesivo presentato da Serena e l’impatto contro una superficie piatta e ampia ciò in particolare per l’assenza di altre lesioni, che siano oggettivamente indicative di una colluttazione, nonché dell’afferramento e della violenta spinta della vittima contro la porta». Nella udienza di oggi verrà argomentata anche la causa di morte riconducibile ad una asfissia meccanica. Mar. Ming.
