Regione – Nelle carceri del Lazio aprono gli sportelli del Garante dei detenuti, grazie all’accordo con quattro Università

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Uno sportello del Garante regionale dei detenuti in ogni carcere del Lazio. Il tutto grazie all’accordo con quattro atenei della regione (Roma Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata e Università di Cassino e del Lazio meridionale) che gestiranno materialmente gli sportelli nelle case di reclusione.

L’iniziativa è stata oggetto di una prima riunione presso la sala Etruschi del consiglio regionale dove il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha incontrato i referenti delle quattro università, che dovranno svolgere per i prossimi tre anni i servizi di sportello negli istituti penitenziari del Lazio, oltre a quelli della onlus Arci Solidarietà di Viterbo che già da tempo opera nel carcere della Tuscia. Lo stesso garante ha ricordato come l’obiettivo di questi sportelli sia “quello di garantire a tutte le persone detenute negli istituti di pena del Lazio di poter accedere nei tempi più rapidi possibili al Garante regionale, per chiedere informazioni, esprimere doglianze o presentare reclami” ed ha aggiunto che “grazie al contributo e alle competenze delle università e dell’Arci di Viterbo, riusciremo ad ascoltare e rispondere altrettanto rapidamente a ogni detenuto che ne faccia domanda”. Gli accordi, con decorrenta 1° novembre, stipulati tra Ufficio del Garante e università Roma Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata e Unicas, prevedono un riconoscimento di un ristoro annuo, per le spese sostenute, per un totale di 189 mila euro nei prosismi 3 anni. Discorso a parte per l’Università Sapienza, poiché si tratta, di fatto, della prosecuzione di rapporti di collaborazione in essere da tempo. Nel corso dell’incontro svoltosi a Roma sono state affrontate questioni che vanno dai rapporti e dalle condotte all’interno degli istituti penitenziari agli aspetti amministrativo-gestionali e alle modalità di trattamento dei dati personali delle persone ristrette. “Gli sportelli – spiegano dall’ufficio del Garante – svolgono un’attività di sostegno ai detenuti che ne fanno richiesta, per la risoluzione delle problematiche individuali, attraverso un’azione di informazione e ausilio nella redazione di istanze a firma propria. Gli operatori che svolgono attività di sportello comunicano ai referenti della Struttura amministrativa di supporto al Garante i casi in cui sia necessario interloquire con i responsabili delle amministrazioni pubbliche nella risoluzione dei problemi rappresentati dalla persona detenuta e devono comunicare tempestivamente tutte le problematiche di natura generale relative all’istituto di propria competenza emerse nel corso dello svolgimento dell’attività”. Questo il riparto di competenze per Università e case di detenzione: le tre università romane erogheranno il servizio di sportello nelle case circondariali di Roma Regina Coeli, di Rebibbia Femminile, di Rebibbia Terza Casa Icat, di Rebibbia Nc, e di Velletri, e nella Casa di reclusione di Rebibbia. L’accordo con l’università di Cassino e del Lazio meridionale riguarda, invece, le case circondariali di Cassino, di Frosinone e di Latina. Alla onlus Arci Solidarietà Viterbo che – come detto – da anni presta tale servizio nel carcere di Viterbo è stato affidato, a seguito di una procedura ad evidenza pubblica, anche il servizio di sportello nella Casa di reclusione di Civitavecchia, e nelle case circondariali di Civitavecchia nuovo complesso, Rieti (72 mila euro nel triennio). L’unico dei 14 istituti per adulti nel Lazio in cui non è previsto alcun servizio di sportello è il carcere di Paliano, nel quale sono accolti i collaboratori di giustizia le cui istanze sono riservate personalmente al Garante, così come per i detenuti in regime di 41bis ospiti degli istituti di Rebibbia nuovo complesso e Viterbo.
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