(di Dario Facci) Davvero appassionante il divenire della coalizione di centrodestra per le elezioni comunali di Cassino. Un cantiere aperto al bivio tra vera innovazione degli equilibri in un territorio che li ha replicati praticamente per decenni e il rischio di restare come quelle incompiute ben note nelle nostre città, con le gru ad arrugginirsi e il cartello di inizio lavori ingiallito e avvolto dalla vegetazione.
L’iniziativa capitanata dal commissario di Fratelli d’Italia, il frusinate Fabio Tagliaferri, per includere nelle forze della coalizione tradizionale dei pezzi sostanziosi di potentati locali in guerra irreversibile con la compagine Salera, è partita in salita. Avevamo messo in guardia, una decina di giorni fa, sull’impossibilità di procedere in contraddizione alla volontà di alcuni potenti locali. Soprattutto contro la volontà dell’ex sindaco Golini Petrarcone, uno che mai ha accettato il ruolo del comprimario e figuriamoci se potremmo mai vederlo nei panni del gregario. Il risultato è la deflagrazione prima della nascita di quella coalizione che vede già in azione due squadre diverse, in riunioni diverse, con due percorsi già in mente assolutamente diversi. Una situazione che, a meno di colpi di scena sempre meno probabili che portino a un ravvedimento, genererà due candidati a sindaco. Un grosso favore per l’uscente Salera che, nonostante abbia guai in casa, appare perfettamente in grado di gestire la perdita di qualche pezzo. I cosiddetti civici, dunque, vanno orgogliosamente verso le elezioni primarie. Le hanno chieste fin dall’inizio e quella è stata una richiesta alla quale il centrodestra di Tagliaferri non può rispondere affermativamente perché sa bene che le vincerebbe con ogni probabilità proprio un candidato civico, uno che i partiti non potrebbero governare. Ma siamo proprio certi che la compagine di centrodestra, quella composta dai cosiddetti partiti tradizionali sia così granitica? Il dubbio serpeggia. Le malelingue infatti vedrebbero nella manina di Mario Abbruzzese, uno dei maggiorenti cassinati per il quale, tra l’altro, gli osservatori più attenti indicano la possibilità di una candidatura alle Europee, quella intenta a rompere le uova nel paniere di Tagliaferri e a sostenere la partita dei civici tifosi delle primarie. Sarebbe, per esempio, nella scelta dell’Hotel Edra per la riunione dei civici antitetica a quella dei tradizionali, cioè nella storica tana di Abbruzzese e amici, l’impronta digitale di quella manina. Sarà per la solita storia della guerra tra FdI e Lega? Può essere. Più probabile, conoscendo gli attori protagonisti di questa vicenda, per altre convenienze politiche e anche, perché no, per specifici interessi elettorali non così difficili da immaginare. Non sarebbe la prima volta e poi si sa, in nessun altro posto come a Cassino la politica è l’arte del possibile.
