Omicidio Mollicone, al via domani mattina il processo in corte di Appello per i cinque imputati del delitto della studentessa diciottenne di Arce, rinvenuta cadavere in un boschetto in località Fontecupa ad Arce il primo giugno del 2001. In primo grado, va detto, Franco e Marco Mottola, la moglie, e due carabinieri Vincenzo Quadrale e Francesco Suprano sono stati assolti perché a loro carico, così si sono espressi i giudici in corte di Assise, erano stati raccolti solo indizi e non prove.
Domani mattina davanti alla prima corte di Assise d’Appello, presieduta dal giudice Vincenzo Gaetano Capozza prenderà il via la prima udienza. Per l’accusa, è bene ricordare, questa è l’ultima possibilità per ribaltare la sentenza emessa in primo grado. Si partirà sugli elementi per i quali la procura ha puntato di chiedere le condanne in Appello. La dichiarazione del brigadiere Santino Tuzi, morto suicida, è stata dichiarata contraddittoria, incerta e confusa. Addirittura sarebbe stato frutto di suggestioni. Anche l’arma del delitto, vale a dire la porta contro la quale la ragazza era stata sbattuta nel corso di un litigio con Marco Mottola, figlio dell’allora comandante Franco Mottola, non sarebbe stata acclarata dalle consulenze merceologiche e genetiche. Per la cronaca va detto che ad appellare la sentenza sono state anche le parti civili. Tra queste l’arma dei carabinieri che ha quantificato il danno d’immagine in 200 mila euro. Le richieste di condanna sono arrivate anche dagli avvocati Dario De Santis, Sandro Salera, Antony Iafrate e Federica Nardoni che rappresentano la famiglia Mollicone. Mar.Ming.
