Sora – Dolore e tanta commozione per l’ultimo saluto al Carabiniere Andrea Mingiardi

Roberta Pugliesi
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(di Roberta Pugliesi) Il berretto con la fiamma ed alcune foto dinanzi il feretro, un silenzio composto e doloroso che si è tramutato in strazio quando il feretro portato a spalla è transitato dinanzi alla caserma di via Barea. Non ci sono parole ma solo lacrime nel giorno dell’ultimo saluto al carabiniere catanese Andrea Mingiardi stroncato da un malore a soli 32 anni.

È stata una cerimonia toccante, quella celebrata dal cappellano militare Don Eugenio, con i vertici dell’arma dei carabinieri, della Polizia, della Finanza, sei Vigili del Fuoco, la Polizia Locale, con il picchetto d’onore e le rappresentanze militari per l’ultimo saluto al carabiniere in forza da 5 anni alla stazione di Sora deceduto alle prime ore di ieri all’ospedale di Alatri, dopo cinque giorni di agonia ed un primo ricovero allo Spaziani di Frosinone. Toccanti le parole espresse durante la celebrazione dal comandante della compagnia, capitano Cavallo, e dai familiari di Andrea. Prima che le sue condizioni si aggravassero in maniera irreversibile, aveva deciso di unirsi in matrimonio, nel letto di ospedale, alla sua amatissima Sara che ora dovrà farsi forza per vivere senza il suo uomo accanto, custodendo nel cuore i ricordi di una vita felice passata insieme e terminata troppo presto. Andrea e suo papà Mario avevano capito che la vita terrena stava per terminare e per questo i due fidanzati hanno scelto di essere uniti per sempre nell’amore, abbracciati dai loro testimoni: i fratelli di Andrea, Concetta, presente con suo marito Daniele, Anna ed Armando, venuto con la compagna Valeria; la sorella ed il cognato di Sara, Marzia e Mauro. Tantissima l’emozione che ha pervaso il cuore di tutti. Emozione che oggi lascia spazio ad un dolore lancinante, ad un vuoto incolmabile per i suoi familiari ma anche per coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato per le straordinarie doti umane. Indossava la divisa con senso di responsabilità, stava studiando per il concorso da vice brigadiere e desiderava svolgere il servizio al Nucleo Radiomobile, perché “voleva aiutare le persone”, così diceva. Fiero e sempre disponibile, impeccabile nella sua uniforme che indossava con orgoglio, si era fatto apprezzare per le innate capacità professionali ed una tenacia fuori dal comune. “Ciao Andrea, oggi per i carabinieri di Sora è un giorno molto triste. Sono sicuro, però, che questa splendida città saprà restituirti tutto l’amore che tu provavi per lei e che hai dimostrato ognuna delle cento volte in cui ti ho chiesto se volevi avvicinarti a casa, per gestire meglio tutto e tu mi hai risposto: no voglio stare a Sora, con i miei fratelli, perché il mio posto è qua. Grazie per ognuno di questi no”, così il capitano della compagnia dei carabinieri di Sora Domenico Cavallo. Al termine della Santa messa, il feretro è stato trasportato, come detto, dinanzi la caserma per un ultimo saluto e poi trasferito nel cimitero di Pofi dove verrà tumulato. Nella mattina di sabato 14 ottobre Andrea era stato colto da un malore. Trasportato d’urgenza all’Ospedale di Frosinone e poi trasferito a quello di Alatri, Andrea ha combattuto strenuamente la sua ultima battaglia, resistendo alcuni giorni contornato dall’affetto dei suoi cari e dei colleghi di tutti i reparti del Comando Compagnia Carabinieri di Sora e Alatri nonché del Comando Provinciale di Frosinone che non lo hanno mai lasciato. Alla fondazione La Clessidra di Canicattì le donazioni effettuate per aiutare la ricerca scientifica per la prevenzione e la cura di malattie tumorali rare.
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