Processo di Romina De Cesare, i legali difensori di Pietro Ialongo, il perito informatico di 39 anni accusato di aver inferto alla sua ex fidanzata 17 coltellate, puntano alla semi infermità mentale. Ieri mattina presso l’aula della Corte di Assise di Frosinone hanno sfilato i due testi della difesa.
Il primo è stato il fratello dell’imputato il quale ha raccontato di come fosse cambiato caratterialmente Pietro dopo l’incidente stradale di cui era rimasto coinvolto anni prima e che gli aveva lasciato lesioni fisiche permanenti. Poi è stata la volta del neurologo Ottavio Di Marco docente alla facoltà di scienze infermieristiche presso l’università di Cassino. Lo specialista nelle sue conclusioni ha dichiarato che l’imputato è affetto da un disturbo della personalità non definito che potrebbe in certe situazioni portare il soggetto a scompensi a livello emotivo. Gli avvocati di parte civile Danilo Leva, Fiore Di Ciuccio e Maria Calabrese che fa parte della associazione antiviolenza “Libera Luna Onlus” hanno contestato tale linea difensiva sostenendo che l’imputato non era affatto una persona triste ed incupita e che anzi era dotato di una personalità che riusciva ad influenzare Romina al punto di farle abbandonare il posto che aveva trovato in banca a Parigi per ritornare in Italia. Il presidente del tribunale Doglietto proprio per dissipare ogni dubbio ha deciso di incaricare ad un altro consulente la perizia sull’imputato. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 9 novembre.
