Msgc – Una passione innata per la scrittura e l’amore per la psicologia, Alessio Silo si racconta

Irene Mizzoni
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All’età di otto anni, la prima opera in versi dedicata alla luna. Una vera vocazione, quasi una ‘chiamata alla vita’ quella che ha spinto il giovane scrittore a dedicarsi completamente alla poesia. Ce lo racconta in un’intervista.

Come è nata la passione per la scrittura? “Scrivere per me è sempre stata una vocazione, un qualcosa di molto intimo e profondo. Durante la mia infanzia, c’è stato un periodo particolare della mia vita in cui, una sera osservando il cielo, ho percepito il desiderio intenso di scrivere una poesia per la luna. Quasi come un fuoco che brucia e genera, nello stesso frangente di tempo, la propria chiamata alla vita. Avevo otto anni. E da lì, compresi che in qualche modo, la mia esistenza era già stata segnata: dovevo scrivere. Non sapevo di cosa, non sapevo come, ma dovevo. Non so neanche bene come definirla tale sensazione, ma qualcuno disse che, se non sai dare un nome ad una cosa, vuol dire che quella cosa deve ancora essere scoperta, e quindi vale sicuramente la pena farlo. Perché come vi ripeto, è sempre stata per me una vocazione, scrivere, un invito ad essere ciò che sono. Poi se scrivi per molti anni, ti rendi conto che il senso dello scrivere muta assieme a te”. Traccia un percorso dalla prima pubblicazione alla più recente. “La prima pubblicazione editoriale è stata “Poesie sopravvissute” (Ed. Galassia Arte, 2012), una silloge poetica presentata per la prima volta nella libreria Feltrinelli di Latina. Un anno dopo, il mio primo romanzo epistolare “Non smettere di scrivermi” (Ed. eGo, 2013), finalista al Premio Letterario Nazionale “Un libro amico per l’inverno” (Rende, III ed. 2014). Successivamente, il romanzo “Una parola e per sempre (D&M, 2014). Nel 2016, in collaborazione la talent scout Laura Corsini, il romanzo biografico “Antonio Matromattei, l’uomo del tempo”. Nel 2017, il romanzo “La musica che resta” (Ed. Eracle), Terzo classificato al Premio della V Ragunanza di Poesia, Narrativa e Short Movie, sezione “Libro edito Narrativa” (Roma, 2018). Con la BookSpint Edizioni, ho pubblicato “Affacciarsi alla vita, senza morire” (2017) e, nel 2018, il romanzo fantasy “Asplenjo” e la silloge poetica “Inferno rosa” (Menzione d’Onore per la VI Ragunanza di Poesia, Narrativa e Pittura. Sezione Libro Edito di Poesia – Roma, 2019). Successivamente, il racconto “L’ultima poesia”, in collaborazione con la fotografa Silvia Capoccia (2018), ha ispirato la reading teatrale “Al confine dei sogni: tra poesia e viaggio onirico” (2022). Ed infine, la silloge poetica “Corpi riflessi” (2021). Inoltre, alcune mie poesie sono state selezionate in numerose antologie letterarie e ho ricevuto riconoscimenti in diversi premi letterari nazionali: “Il Federiciano” (2014), “Giordana Tofani” (2015), Alda Merini (2014, 2015)”. A quale lavoro sei più legato e perché? Non me la sento di scegliere uno dei miei libri, poiché ognuno ha un proprio vissuto e come tale sento il bisogno di rispettarli tutti, ma molti di loro trattengono emozioni così forti e intime che mi hanno trasformato e mi trasformano, ogni giorno, in qualcosa che non ho mai previsto o aspirato, ma percepisco che è il sentiero giusto da percorrere per giungere sempre più vicino a quella luce della luna della mia infanzia: vocazione che mi accompagna ad ogni relitto naufragato in un oceano di mare, ritrovandosi alla prima alba chiamata per nome; e così sempre ricominciare a perdersi e ritrovarsi al prossimo naufragio, senza nome. Cos’è la scrittura terapeutica e come nasce il tuo approccio a questo genere di scrittura? “La scrittura terapeutica, fondata sul Metodo Scarpante, è una sorta di scrittura autobiografica che ha l’obiettivo di incrementale l’autostima e il benessere dell’individuo, attraverso la condivisione di lettere scritte all’interno di un gruppo di lavoro. Nasce dalla fusione della mia formazione professionale in ambito psicologico e la mia passione per la scrittura, quella più intima ed emotiva. Frequentando il Master in Scrittura Terapeutica e concludendo gli studi universitari in Psicologia Clinica e della Salute, quasi nello stesso frangente di tempo, mi sono reso conto che la vita mi stava chiamando a qualcosa di più realizzabile, lavorando con la scrittura e la parte emotiva delle persone. È stato come se quei due punti si fossero ricongiunti quasi per caso, come le cose più belle che nascono con naturalezza, come l’amore, come la vita, come le parole. Ed io mi ritengo fortunato nel prendere ogni giorno i miei sogni per mano, e vivere come essi mi hanno chiamato a fare”.
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