Mentre il maltempo mette a rischio il Concertone di Piazza del Popolo, ma molti lavoratori (sanità, ordine pubblico, servizi essenziali …) garantiscono il loro impegno, c’è chi sbotta e decide il D-Day.
È il caso dei lavoratori della Eurozinco, da ben otto anni in attesa delle spettanze dopo il fallimento dell’azienda. Intanto giova ricordare che il ramo anagnino di Siderpali andava egregiamente, con incassi importanti e commesse di spessore; purtroppo i ciociari scontarono i pessimi risultati di altre aziende del gruppo. Data ormai 2015 la chiusura dello stabilimento, e da allora grazie alla vendita di alcuni lotti, la curatela avrebbe in cassa denari più che sufficienti a soddisfare i diritti di chi ha sudato ben più di sette camicie in un ambiente spesso a rischio (acidi ed altre amenità). Durante i primi mesi della pandemia da Covid19, il Giudice del Tribunale di Frosinone ritenendo valide le istanze dei lavoratori, invitò le parti ad un atteggiamento cordiale e collaborativo, ma si continua a fare spallucce ed a disattendere gli impegni. Alle rassicurazioni “stiamo per vendere parti degli immobili, i primi soldi saranno per voi” è seguito “i soldi sono in cassa, sono i vostri”, che suona come una presa in giro. Alcuni dei rappresentanti degli ex lavoratori si sono incontrati oggi 1 maggio, decidendo di far passare metà del mese per evitare strumentalizzazioni politiche, ma subito dopo si andrà a dimostrare davanti ai cancelli dello stabilimento, che se necessario sarà occupato fino alla risoluzione del problema. E.C.
