(di Alessandro Iacobelli) Reggina, giù la maschera. Presentiamo il prossimo avversario del Frosinone. I calabresi hanno entusiasmato il popolo del Granillo soprattutto nel corso del girone di andata. Nelle ultime settimane invece una evidente flessione, accompagnata da questioni societarie ancora da chiarire.
Una cosa al momento è sicura: -3 punti in classifica per il mancato versamento di ritenute Irpef, contributi Inps al termine del 16 di marzo, e di alcuni stipendi (questi con scadenza febbraio scorso). Sul capo del club granata però aleggia addirittura lo spettro di una penalizzazione totale di -10, decisione che rivoluzionerebbe il discorso playoff. La società si sta già muovendo per porre in essere i ricorsi del caso.
In questo mare mosso i ragazzi guidati da Pippo Inzaghi continuano a lavorare. Il rendimento del team calabrese non si è certo distinto per continuità durante la stagione. Avvio da Serie A, come detto, poi una serie di passi falsi che hanno almeno in parte ridimensionato le ambizioni d’alta quota. Ottavo posto attuale con 46 punti all’attivo frutto di 15 successi, 4 pareggi e 15 sconfitte in 34 gare disputate. Sono 45 le reti messe a referto contro le 40 incassate (differenza +5). Nel turno precedente è arrivato lo scivolone interno al cospetto del Brescia (1-2). Reggina schierata in quella circostanza con un 3-5-2. Questa la formazione titolare: Colombi; Cionek, Camporese, Loiacono; Pierozzi, Fabbian, Majer, Hernani, Liotti; Menez, Strelec.
Sì avete letto bene, c’è un certo Jeremy Menez in campo. Francese classe 1987, eterno incompiuto dotato di tecnica rara. Classe sopraffina non sempre accompagnata da atteggiamenti consoni e da una convinzione totalizzante nei propri mezzi. A Roma, sponda giallorossa, e nel Milan solo sporadici lampi di genio. Basti pensare al gol di tacco siglato in casa del Parma nel settembre 2014 (cercatelo sul web, una vera delizia).
Super Pippo al timone non molla di un centimetro. Da calciatore, indossando le maglie di Piacenza, Parma, Atalanta, Juventus e Milan brillava in zona offensiva con gol a grappoli e una dote opportunistica pazzesca. Oggi, seduto in panchina, dirige la sua orchestra con grinta e intelligenza tattica.
