Poco importava al compagno che fosse incinta. La convivente, che all’epoca dei fatti era minorenne (stiamo parlando del 2018 ), veniva colpita ripetutamente con delle bottiglie piene di acqua come se queste fossero state birilli e lei il bersaglio da colpire.
L’uomo si fermava soltanto quando la vedeva per terra piena di ecchimosi. Ma quello era soltanto uno dei tanti comportamenti violenti che metteva in atto nei confronti della ragazza che non aveva ancora compiuto 18 anni. Talvolta capitava che la prendesse per il collo, le stringeva così forte le mani da impedirle quasi di respirare. Per non parlare dei calci, dei pugni e degli schiaffi che riceveva quotidianamente. E per impedire che la ragazza potesse raccontare ai familiari e agli amici quello che accadeva dentro quella casa, evitava qualsiasi tipo di contatto. La storia è andata avanti per circa tre anni fino a quando la giovane è riuscita a scappare ed a rifugiarsi dai suoi genitori. A quel punto l’uomo ha cominciato a minacciarla su Facebook dicendole che avrebbe ucciso sia lei che la sua famiglia. La ragazza, impaurita da quelle parole, lo ha denunciato per maltrattamenti e stalking. Nei giorni scorsi la Procura ha chiuso le indagini. Adesso l’avvocato di fiducia Giuseppe Lo Vecchio avrà venti giorni di tempo per presentare le sue memorie difensive. Mar. Ming.
