Inaugurato nel Lazio il primo servizio di assistenza all’interno di una Procura della Repubblica. Realizzato con il contributo di ASL e con il coordinamento scientifico dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, è stato allestito interamente da Ikea Italia. L’obiettivo: contrastare efficacemente il fenomeno della “vittimizzazione secondaria”. Il Procuratore di Roma, Salvi: “Un modello che cercheremo di diffondere il più possibile”.
In una fase in cui le risorse per il sociale rischiano di ridursi, da Tivoli arriva una buona notizia: la Procura della Repubblica è la prima in Italia a dotarsi di un’area di “ascolto e accoglienza” dedicata specificamente alle “vittime vulnerabili”. Quei soggetti, cioè, che in ragione del particolare reato subìto, sono più esposti al rischio della “vittimizzazione secondaria”, ovvero agli ulteriori disagi e stress psicologici prodotti nel corso dell’iter giudiziario (pensiamo ad esempio alle donne vittime di violenza o ai minori oggetto di abuso). Puntando sull’integrazione di figure professionali e competenze differenziate (psicologiche, mediche, giuridiche), la struttura inaugurata oggi presso la Procura di Tivoli in presenza del sindaco della città, Giuseppe Proietti, e del Procuratore Generale di Roma, Giovanni Salvi, opererà proprio allo scopo di prevenire questo fenomeno. “Sul fronte dell’assistenza alle vittime c’è ancora del lavoro da fare – ha dichiarato in apertura Salvi– ma credo che la messa a sistema delle competenze rappresenti il modo più giusto di procedere. Il servizio che la Procura di Tivoli inaugura oggi è certamente importante e rappresenta un esempio che cercheremo di diffondere il più possibile nel distretto”. Lo spazio destinato al servizio, dotato anche di una saletta fornita di attrezzature preposte all’audio-videoregistrazione dedicata alle audizioni protette, è stato realizzato con il contributo della ASL, dell’Ordine degli Psicologi del Lazio e di Ikea Italia, che ne ha interamente curato l’allestimento. Vera Cuzzocrea, psicologa giuridica dell’Ordine del Lazio e coordinatrice scientifica del servizio, ha sottolineato le linee-guida del progetto: “Il tratto distintivo di questa iniziativa consiste nella trasversalità delle competenze e degli approcci che la animano. L’idea è quella offrire una risorsa che, attraverso il lavoro di rete, assuma una funzione protettiva e riparativa in un’ottica di sistema. Una realtà che, facendo da ponte con la presa in carico socio-sanitaria, sappia restituire un benessere di comunità”. A fronte di una macchina giudiziaria orientata primariamente – e necessariamente – al perseguimento dei colpevoli, l’azione di tutela delle vittime assume un valore centrale e indifferibile. Come ha spiegato Pietro Stampa, Vice presidente dell’Ordine degli psicologi del Lazio, “al danno subito originariamente dalla persona offesa se ne possono aggiungere di ulteriori: per questo, la creazione di un’interfaccia tra macchina giudiziaria e sistema del welfare concepita su misura della vittima è fondamentale. Da questo punto di vista, al pari degli altri soggetti del network, gli psicologi dispongono di tecnicalità specifiche ed essenziali, trasferibili attraverso un processo psicoeducativo che può davvero fare la differenza nell’approccio al problema”. Un approccio ancora più valido in presenza di reati particolarmente gravi e a sfondo violento: basti pensare che tra i procedimenti penali iscritti nel 2015-2016 dalla sola Procura di Tivoli (a cui fa riferimento un territorio con più di 70 Comuni) figurano ben 247 casi di maltrattamento, 206 di stalking, 32 di violenza sessuale e 17 di corruzione di minorenne. L’inaugurazione di questa struttura è solo il primo passo di un percorso avviato per contrastare il pericolo di ulteriori gravi disagi alle vittime di reato. A questo proposito, a margine dell’inaugurazione è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Procuratore della Repubblica di Tivoli, Francesco Menditto, il Direttore della Asl Roma, Vitaliano De Salazar, il Vice-Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Pietro Stampa, e i Presidenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Tivoli, Simone Ariano, e della Camera Penale di Tivoli, Fabio Frattini. Il documento, che recepisce le direttive contenute nella Convenzione di Istanbul, si ripropone la costruzione di un sistema di protezione nei confronti delle vittime attraverso la predisposizione di una serie di azioni integrate e progettualità condivise tra i firmatari. Nei prossimi mesi, nuove iniziative offriranno ulteriore sviluppo e concretezza all’accordo.
