Provincia – Carenza di infermieri per la raccolta sangue: “Perse 500 donazioni nel 2022”

Alessandro Andrelli
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Sono 500 le unità di sangue perse nel 2022 dall’Avis Provinciale di Frosinone a causa della carenza di personale medico-infermieristico. La notizia giunge direttamente dal presidente dell’Avis Provinciale di Frosinone Fausto Di Tommaso.

“Nei giorni scorsi abbiamo richiesto un incontro con la direzione generale dell’Asl di Frosinone – dichiara il presidente provinciale Di Tommaso – e speriamo presto si possa trovare un accordo per il 2023. Al momento abbiamo garantito le raccolte sangue anche per il mese di febbraio, ma come successo nel 2022 temiamo che non possa esserci garanzia del servizio e questo ci preoccupa e non poco. Al di là della perdita in termini pratici, le 500 unità di sangue in meno del 2022 è un problema che va affrontato, soprattutto nei confronti dei donatori e dei nostri malati che spesso necessità di più attenzioni del previsto. Sappiamo bene che la questione personale  – aggiunge il rappresentante delle Avis della Ciociaria – è nota da tempo sia ai media, che all’azienda. La carenza di personale infermieristico, ma anche medico, continua ad essere una piaga che non riusciamo a risolvere e che spesso ci vieta di poter effettuare le raccolte sangue secondo quelli che sono i nostri standard o le richieste delle nostre sezioni comunali, al quale va il nostro sempre più grande ringraziamento per il lavoro di volontariato che svolgono”. La situazione delle Avis della provincia di Frosinone sarà sicuramente oggetto di un chiarimento tra i vertici aziendali, partendo dal Centro Trasfusionale di Frosinone, ben consapevole del grande lavoro  che svolge l’Avis, arrivando fino alla Direzione Generale: “Nel 2022 purtroppo abbiamo dovuto ridurre al minimo le uscite in esterna anche dell’autoemoteca della nostra associazione, molto utile per le raccolte sangue straordinarie. Negli ultimi mesi – rivela il presidente Di Tommaso – siamo usciti appena 3 volte e questo la dice lunga anche sulla progettualità che possiamo mettere in campo in materia di donazione sangue. La verità è che si lavora male, e che sicuramente si potrebbe lavorare meglio. Il Covid ci ha permesso di adoperare tanti cambiamenti, come la prenotazione delle donazioni e questo ha risolto tante problematiche con i nostri donatori. Ora serve uno sforzo in più da parte dell’Asl di Frosinone. Ce lo auguriamo per il bene di tutti!” Alessandro Andrelli
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