San Giovanni Incarico – Assolto post mortem dal reato di diffamazione

Angela Nicoletti
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Ha chiesto un risarcimento danni di 5000 euro due anni dopo la presunta diffamazione sui social e dopo che l’autore del posto offensivo è deceduto. Una vicenda paradossale quella che si è trovato a gestire il giudice del tribunale civile di Cassino che ieri ha emesso il verdetto di sentenza.

Ha scagionato i familiari di Fernando Fallone, un pensionato di 73 anni, che nel 2018 durante la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale, aveva risposto per le rime ad un sostenitore di una lista avversa. Uno sfogo dettato anche dal fatto che il figlio del signor Fallone, Paolo, con correva alla carica di sindaco. Qualche mese dopo le elezioni, il pensionato muore stroncato da un infarto. Due anni dopo la tragedia il figlio, oggi sindaco di San Giovanni Incarico, e altri familiari, si sono visti notificare un atto giudiziario. L’uomo che era entrato in conflitto con il genitore due anni prima attraverso i social, aveva presentato denuncia presso il tribunale civile ed aveva chiesto un risarcimento danni. È stata quindi aperta l’istruttoria, sono stati ascoltati per mesi i testimoni di questa kafkiana vicenda e nella giornata di venerdì 13 gennaio, il giudice ha finalmente posto la parola fine alla diatriba. In un lungo post pubblicato sulla pagina social, il sindaco di San Giovanni Incarico, ricorda il padre: “Fernando Fallone ha vinto. Nostro padre ci ha insegnato tutto in ogni momento della sua vita e lo ha continuato a fare anche dopo che è passato ad altra vita. Lo ha fatto con la grande umiltà con cui sempre ha affrontato la vita, le problematiche e le cattiverie. Noi abbiamo seguito il suo esempio e oggi, grazie ai suoi insegnamenti, anche la sua memoria non è stata infangata. Ancor più di prima sei grande papà”. an
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