La guerra contro Acea e gli aumenti del servizio idrico, dopo la Conferenza dei sindaci, divide una volta per tutte il gruppo di Minoranza con quello di Maggioranza.
Un vero e proprio scontro che il gruppo Alvito Bello ha pubblicato oggi sui social network, accusando fortemente la posizione della maggioranza: “Portiamo a conoscenza di tutti che mercoledì scorso si è svolta l’Assemblea dei sindaci dell’Ato 5 con il nuovo presidente della Provincia Luca Di Stefano. Sono stati approvati aumenti della già esorbitante bolletta idrica del 5,48% nel 2022 (che quindi verranno calcolati come conguagli) e del 4,40% nel corrente 2023. Tutto questo, pur dovendo subire il servizio largamente più scadente d’Italia, con perdite pari al 75% nelle tubature mai sostituite negli ultimi 20 anni di Acea, rattoppi continui ed indecenti, chiusure mai comunicate ai cittadini e bollette già ai massimi in Italia (quasi 5 volte rispetto a Roma). La nostra ‘nuova’ Amministrazione comunale ha ovviamente votato a favore di tutto ciò, dimostrando per l’ennesima volta la totale continuità con la precedente, a discapito dei cittadini già vessati da bollette esorbitanti di gas, energia, benzina e gasolio. In campagna elettorale noi di Alvito Bello abbiamo continuamente affrontato il tema promettendo una dura lotta contro Acea (che tra l’altro si sta difendendo in Tribunale con l’accusa di falso in bilancio e frodi nelle pubbliche forniture) facendo blocco insieme ai pochissimi sindaci che hanno avuto il coraggio di difendere veramente e non a parole, i propri cittadini”. Immediata è arrivata la risposta da parte della Maggioranza alle critiche mosse. “Il primo cittadino di Alvito, Luciana Martini, ha partecipato alla Conferenza dei sindaci dell’Ato 5 che si è tenuta mercoledì scorso, votando a favore dell’adeguamento della tariffa idrica 2022-2023 come proposto dalla Segreteria tecnica operativa dell’Ato 5 che prevede un incremento del 5,48% nel 2022 e del 4,40 nel 2023. Lo ha fatto con grandissimo senso di responsabilità verso l’intera cittadinanza, affinché passasse un incremento il più contenuto possibile delle bollette. E non si poteva fare diversamente. Infatti, dopo la diffida recapitata da Arera dell’Ato 5 che nel corso del 2022 è rimasto inadempiente, non approvare la proposta della Sto avrebbe voluto dire consentire al gestore idrico di applicare autonomamente un aumento ben più corposo, del 7,7% sia per il 2022 che per il 2023. Votando no i cittadini avrebbero pagato di più! Il voto dei sindaci in quell’assemblea (su 50 presenti ben 47 hanno votato ‘sì’) è stato quindi un voto contro Acea. Un voto contro le esose pretese del gestore idrico. Votare ‘no’ avrebbe comportato un aumento di circa il 60% in più, a tutto vantaggio di Acea. Chi oggi, dall’Opposizione consiliare, accusa il sindaco di aver fatto il gioco di Acea queste cose però,, non le dice, Tace in malafede o, forse, neanche le ha capite. E’ facile, dall’Opposizione, puntare il dito. Governare e farsi carico di responsabilità, che poi gravano su tutta la comunità è, invece, una cosa ben diversa. E non ammette di essere omissivi, silenti o distratti. Né di fare battaglie ideologiche, improduttive e foriere di guai per i cittadini. Purtroppo, gli alvitani non hanno dato, ripetutamente tra l’altro, la possibilità di fare questa esperienza a chi oggi si limita solo ad una scorretta – perché omissiva di fatti decisivi – propaganda, come se la campagna elettorale prevedesse i tempi supplementari”. Decisamente un duro scontro tra i due gruppi che molto probabilmente porterà ad approfondire e discutere di altre questioni. E’ auspicabile che si faccia sempre e comunque per il bene comune. Caterina Paglia
