Alvito – “Attrattiva dei Borghi-Un’idea per il Peschio” è il progetto di idee accolto nel bando PNRR

Alessandro Andrelli
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Salvaguardare e rilanciare l’identità dei piccoli borghi rurali per un ritorno demografico ed economico, al via le idee progettuali. “Attrattiva dei Borghi-Un’idea per il Peschio” è l’iniziativa accolta nel bando Pnrr, ovvero il Piano nazionale di presa e resilienza a sostegno dei borghi e del patrimonio rurale che mira a questo fine.

Il suggestivo borgo Peschio che rappresenta il vero e proprio ingresso verso il Castello Medievale di Alvito, merita di avere una sua vitalità. “Abbiamo la grande possibilità di realizzare un progetto innovativo che dia speranza ai numerosi borghi rurali in spopolamento: un modello di sviluppo complesso quanto affascinante – spiega il sindaco Luciana Martini – in un’epoca in cui lo smart working può riportare le famiglie ad allontanarsi dal caos e tornare a vivere nei borghi. Il Comune di Alvito è stato selezionato, con la frazione Peschio, nella shot-list dei 15 borghi storici del Lazio, rispondenti a criteri socio-economici, interessi culturali e capacità amministrativa. Un progetto che metta al centro la rigenerazione urbana sostenibile in un borgo autentico che possa mantenere intatta la propria bellezza, accogliendo al contempo l’innovazione infrastrutturale e l’imprenditorialità giovanile”. Sulla presentazione delle idee progettuali il Gruppo di Opposizione Alvito Bello ha espresso legittime perplessità. “Non capiamo che senso abbia l’annuncio fatto dalla Maggioranza a due giorni, ovvero oggi, dalla scadenza del bando. Ci sono in ballo circa 20 milioni di euro e non vi è una proposta progettuale concreta nel fine settimana che precede la scadenza. Occorreva informare per tempo!”. Ed ecco arrivare la precisazione del sindaco Luciana Martini. “In realtà, lunedì 17 gennaio – sottolinea la prima cittadina – avverrà un passaggio relativo alla preselezione del bando. Tutti gli interessati avranno tempo fino al prossimo marzo per proporre idee che poi consentiranno di redigere il progetto finale”. Caterina Paglia
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