I Carabinieri del N.O.R.M. della Compagnia di Anagni hanno arrestato un 36enne, già noto alle forze di polizia, residente in un comune a sud della Ciociaria.
L’uomo viaggiava con 20 grammi di cocaina e 3.3 grammi di crack, pensava di farla franca ma non aveva considerato l’assidua attività di controllo dei carabinieri sul territorio. Ieri mattina intorno alle ore 7 è stato fermato nei pressi del casello autostradale e il suo comportamento piuttosto agitato ha insospettito i militari. Difatti dalla perquisizione del veicolo è spuntata fuori la droga, tra cui il crack, sostanza altamente nociva. Nella successiva perquisizione domiciliare è stato rinvenuto il materiale utilizzato per il taglio e confezionamento delle dosi di droga ed altro stupefacente: hashish e marijuana. Al termine dell’udienza con giudizio direttissimo, il giudice ha convalidato l’arresto del soggetto, per “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”, disponendo la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con prescrizione di non allontanarsi dal domicilio dalle ore 22.00 alle 06.00. Ricordiamo che il crack è una sostanza stupefacente ricavata tramite processi chimici dalla cocaina, viene assunta inalando il fumo dopo aver sciolto i cristalli. Vengono utilizzate pipe apposite di vetro o ricavate spesso da bottiglie di plastica modificate o lattine, si chiama così per gli scricchiolii che provoca quando si scalda. Il crack è stato originariamente concepito e sintetizzato per uno scopo ben preciso: era destinato ai cocainomani cronici come sostituto della cocaina, in quanto l’assunzione nasale provocava la distruzione dei tessuti nasali, per cui l’unica modalità di assunzione alternativa era rappresentata dall’inalazione. Il crack induce dipendenza psichica e può portare a un aumento del numero delle assunzioni, anche dopo i primi tempi di assunzione. Un consumo continuato e prolungato può portare all’alienazione dell’individuo con sintomi simili alla schizofrenia, a una forte aggressività o a stati paranoici accompagnati da deliri e allucinazioni. La morte di solito può sopraggiungere per overdose (bastano 800 mg), per colpo di calore e arresti respiratori e/o cardiaci, nonché per ictus o infarto. Gli effetti psichici della cocaina invece sul sistema nervoso centrale sono riassunti in quattro stadi di diversa gravità in dipendenza dalla dose e dalla frequenza d’uso. Euforia, caratterizzato da labilità affettiva, accresciuta performance cognitiva e motoria, ipervigilanza, anoressia ed insonnia; disforia, caratterizzato da tristezza, malinconia, apatia, difficoltà di attenzione e di concentrazione, anoressia e insonnia; paranoia, caratterizzato da sospettosità, paranoia, allucinazioni e insonnia; psicosi, caratterizzato da anedonia, allucinazioni, comportamento stereotipato, ideazione paranoide, insonnia, perdita di controllo degli impulsi, disorientamento. Anna Ammanniti
