Il consigliere comunale e provinciale Alessandro Mosticone sfodera ‘l’orgoglio della carica’ e apre una sorta di ufficio in centro a Sora con tanto di targa scintillante (pure sbagliata! Per regola va prima il nome e poi il cognome, non il contrario). Evidentemente non bastava ne la sede comunale ne la provinciale: la nuova ‘base operativa’ del consigliere è extra-istituzionale e l’hanno notata in molti e tutti si sono subito chiesti: “A cosa serve?”. Qualcuno ha pure aggiunto: “Ma che davero davero vuol fare l’onorevole?!?”.
Alcuni hanno interpretato la singolare iniziativa come un modo per mostrarsi e rimarcare il presunto ‘peso politico’. Però, come l’abito non fa il monaco, così pure la targa non fa il politico. E le cariche – lo imparerà anche lui – vanno e vengono, specie per coloro che fanno politica giù in provincia, dove è d’obbligo fare i conti con la potente e accentratrice Roma. Ma chissà quanti impegni avrà il consigliere Mosticone tanto d’averlo costretto a dare vita ad un ufficio a mò di onorevole. Di certo sono tanti, specie ora che è lui il ‘più alto in grado’ fra quelli che siedono in consiglio comunale. Lo è per ora però, perchè in base ai rumors, di manovre in atto ne sarebbero parecchie e quasi tutte sono interne alla sua parte. Presto gli equilibri potrebbero cambiare. In vista, c’è il cambio alla guida dell’Ente Provincia e le regionali il prossimo anno. Finestre utili per chi vuol far carriera. C’è chi mormora di una staffetta padre-figlio, tutta strategica per fornire una chance al giovane sindaco che secondo i calcoli, in questo modo potrebbe arrivare a palazzo Jacobucci. Tutte ipotesi ovviamente, perchè la politica è la scienza del relativo, ma intanto si fanno saltare fuori nomi nel tentativo di ‘bruciare’ possibili candidature pericolose; si organizzano cene e incontri mentre al contempo si lavora per prendere contatti con chi viene considerato potenzialmente utile. In questo quadro s’inserisce anche Mosticone che… sfodera la targa.
