Anagni – Sinistra Italiana: il consiglio comunale luogo istituzionale di confronto

Anna Ammanniti
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Lo scorso martedì si è tenuto il consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione. Gli iscritti del Coordinamento Cittadino di Sinistra Italiana auspicano che nella prossima consiliatura (prevista nel 2023), il Consiglio comunale torni ad essere luogo istituzionale dove si ascoltano le voci di tutti, dove ci si confronta nel rispetto reciproco e non si arrivi con una decisione già bella confezionata per essere votata dalla maggioranza.

“Dal consiglio comunale del 21 giugno emergono diverse mancanze. É mancata e manca da tempo (questo è lampante) la progettualità per una città che possa essere definita moderna e proiettata al futuro. Constatiamo, a maggior ragione in sede di discussione del bilancio di previsione (pieno di buone intenzioni dopo quattro anni di nulla), che non solo non c’è stata progettualità: non sono state trovate soluzioni convincenti riguardo a diverse questioni. A una nuova mobilità sostenibile ad esempio; siamo ancora alla mercé di un piano urbanistico del centro “flessibile” a seconda delle richieste di pochi privati. Intanto i problemi di un traffico soffocante e inquinante, non più sopportabile dai cittadini, persistono. Ha senso il bike sharing inserito in questo quadro generale? Il piano regolatore a che punto è? Si è pensato poi a una rivoluzione, laddove possibile, dell’edilizia scolastica? Dopo la situazione determinata dalla pandemia e dalla crisi climatica bisogna ponderare la questione dell’efficientamento energetico delle strutture pubbliche e dell’adeguata areazione delle stesse, scuole comprese. Le due cose si permeano e vanno l’una a vantaggio dell’altra (e dei cittadini). Si è pensato ad una copertura internet adeguata per tutti i quartieri della città, visto l’emergere esponenziale dell’esigenza della didattica a distanza e dello smart working? Constatiamo poi che non c’è stata progettualità per trovare più spazi dedicati alla cultura. Si è proceduto all’acquisizione dell’ex cinema, ma su quale progetto? Con quale scopo? Si è pensato al recupero di strutture con la possibilità di realizzarvi anche un auditorium, degno di questo nome, dedicato alla musica e ad eventi teatrali, di cui la nostra città avrebbe tanto bisogno, soprattutto alla luce del fatto che si ha l’ambizione di presentarla come capitale della cultura 2026? Per non parlare degli spazi verdi e dei parchi pubblici. A mancare è proprio una visione. Non c’è una programmazione, né strumenti di programmazione e non vengono date risposte a bisogni sociali specifici. Risulta con tutta evidenza che nella prossima consiliatura con la presenza di un Sindaco diverso da quello attuale, bisognerà cambiare passo e mettere in campo delle modalità diverse dell’agire amministrativo. Innanzitutto, il Consiglio comunale dovrà ritornare ad essere quel luogo istituzionale dove si ascoltano le voci di tutti, dove ci si confronta nel rispetto reciproco e non si arrivi con una decisione già confezionata e blindata, non modificabile, pronta solo per essere votata dalla maggioranza. In seconda istanza non si può parlare di bilancio senza progetto di città. La gestione del denaro pubblico è una cosa seria. Il consiglio comunale lo è altrettanto.” Anna Ammanniti
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