(di Irene Annarelli) Durante la conferenza stampa tenutasi ieri, il Presidente Stirpe ha toccato molto temi, ribadendo più volte la sua non delusione per una stagione che ritiene positiva, in cui sono stati fatti numerosi passi avanti soprattutto per quanto riguarda il risanamento finanziario, la pianificazione marketing e del brand, l’avanzamento dei progetti riguardanti le infrastrutture sportive e, punto importantissimo, il settore giovanile, il quale è stato sempre al centro del progetto presente e futuro del Frosinone Calcio. In conclusione questa è stata la stagione in cui si doveva ripartire e tornare ad innamorarsi del calcio.

Durante il discorso del Presidente però, non è stato menzionato il settore femminile che ha ricevuto il suo spazio durante le domande dei cronisti presenti, anche perché il settore femminile del Frosinone è una realtà importante che meriterebbe un progetto di sviluppo considerevole nei prossimi anni, soprattutto per evitare che le ragazze vengano contattate e poi prese da società a noi vicine come Lazio e Roma.
La risposta del Presidente Stirpe è stata emblematica, giusta a livello contenutistico ma non corrisponde del tutto al discorso che il Frosinone sta portando avanti anche in questo settore. Dopo aver chiarito che questa domanda troverà risposta nella conferenza stampa di luglio, la prima della prossima stagione agonistica, il discorso è stato spostato sui progressi che il calcio femminile ha fatto. Con l’arrivo del Professionismo -come ha sottolineato il Presidente- tutto il movimento ha fatto un passo in avanti, dimostrando la sua potenzialità di sviluppo che, secondo Stirpe, è maggiore anche rispetto al calcio maschile. In Inghilterra e in generale in tutto il mondo anglosassone, il calcio femminile ha dalla sua dati importanti. Nel mondo latino invece, ci sono ancora punti di luce ed ombra: mentre la Spagna riesce a riempire lo stadio con oltre 91mila tifosi, il Presidente ammette di non sapere se in Grecia succede la stessa cosa e si interroga su dove si trovi attualmente l’Italia. Estende il discorso collegandolo alla differenza di genere, puntualizzando che in Italia le donne hanno un tasso di occupazione minore rispetto a quello degli uomini e che su questo punto di vista il calcio non fa differenza perché rispecchia ciò che succede nel Paese. Ne segue che lo sviluppo del movimento avverrà di pari passo con la diminuzione della differenza di genere.
Per evitare poi che le altre società prendano le giocatrici più promettenti, bisogna fare un progetto importante e gettare le basi per una realtà che dia sicurezze.
Questo discorso del Presidente, giusto ed onesto, non rispecchia però completamente la realtà del Frosinone Calcio Femminile, una realtà che non tutti purtroppo ancora conoscono ma che rappresenta una certezza per tutte quelle ragazze che vogliono praticare questo sport. Il Frosinone, infatti, è l’unica realtà del basso Lazio ad avere quattro squadre femminili, con un settore giovanile che compete nei campionati under 12, under 15 e under 17.
La prima squadra è invece iscritta al campionato di Eccellenza ed è arrivata in semifinale di Coppa, cedendo solo davanti alla Lazio C5 e a giocatrici dal background importante.
Il responsabile del settore femminile, Sara Recchia, sta portando avanti un progetto che sicuramente punta al futuro. Aver affidato la panchina della prima squadra a Mister Fabio Crecco (Uefa B e Match Analyst, con un passato importante da vice allenatore insieme a Marsella nella Primavera maschile del Frosinone fino al giugno 2021) e avergli chiesto di cambiare mentalità al settore femminile, di dare un’impronta di gioco riconoscibile, di lavorare in ottica del miglioramento e non del risultato, sono scelte coraggiose che rispecchiano la nuova mentalità con cui il Frosinone sta portando avanti i suoi progetti.
E’ importante dunque che il Frosinone non stia a guardare, che si renda portavoce -come sta già facendo- di quel cambiamento culturale che deve esserci perché l’Italia deve puntare a raggiungere i dati che ha la Spagna, deve puntare alla cultura che ha il mondo anglosassone e tutto questo sarà possibile solo se realtà importanti faranno da apripista.
Per questo la risposta del Presidente merita il dovuto approfondimento: è importante che le persone vengano a conoscenza di questa realtà, che si interessino, che vengano allo stadio, che diffondano il cambiamento insieme ai colori gialloblù.
Il Frosinone ha fatto e sta facendo tanto ma la strada è lunga e ora c’è bisogno di dare qualcosa in più. E noi siamo qui per questo!
Irene Annarelli