Romina era arrivata dal Molise a Frosinone con tanti sogni nel cassetto.
Insieme al suo compagno Pietro Ialongo, aveva progettato di costruire qualcosa di solido. Invece con il passare del tempo la ragazza ha cominciato a capire che tra loro c’erano troppe divergenze di vedute e che quell’amore che credeva indissolubile si stava sciogliendo come neve al sole. Ad aggravare quella crisi anche la situazione economica del convivente che aveva lavorato per un periodo alla Catalent come tecnico informatico ma che poi era rimasto senza occupazione. Ultimamente proprio perchè l’uomo non sapeva dove appoggiarsi, i due facevano i separati in casa. Ma l’altra sera con tutta probabilità l’ex fidanzato accecato di gelosia perchè Romina aveva cominciato a frequentare un altro, colto da un raptus l’ha prima strangolata e poi accoltellata. Una tragedia che si è consumata tra le mura domestiche di quella abitazione di via del Plebiscito nel più assoluto silenzio. Nessuno ha visto o sentito nulla. “Quello che so – ha dichiarato una signora che ha voluto mantenere l’anonimato – è che era venuta ad abitare in questa palazzina soltanto da alcuni mesi e che lavorava come commessa in un negozio”. La donna ha raccontato di non aver udito alcun rumore. E se è vero che l’assassino ha agito la sera prima infierendo sul suo corpo con numerosi fendenti, lei avrebbe riferito di non essersi accorta di nulla. Se Romina avesse urlato l’avrebbe sicuramente sentita. Mar.Ming.
