Valle del Sacco – Consiglio Regionale del Lazio sulla bonifica della “Valle dei Veleni”

Anna Ammanniti
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La Valle del Sacco è un sito di Interesse Nazionale su cui la competenza prioritaria è del Ministero dell’Ambiente, ma la Regione Lazio si è fatta carico della sua bonifica.

Si tratta di una bonifica che procede a rilento a causa dei ritardi burocratici, c’è invece bisogno di accelerare i tempi, per questo si è scelto anche il commissariamento regionale della Valle. È necessario avviare i rilievi, verificare e bonificare anche le acque superficiali del fiume Sacco. Si è svolto nel primo pomeriggio di oggi un consiglio regionale straordinario nella quale si è discusso dei problemi ambientali legati alla Valle del Sacco, nota anche come la valle dei veleni. Il consigliere regionale e presidente della Commissione X Urbanistica, Politiche abitative, Rifiuti Regione Lazio, Marco Cacciatore (Europa Verde) commenta così la seduta appena conclusa: “Sulla bonifica della Valle del Sacco la Regione Lazio si è fatta carico di competenze in realtà ministeriali (si tratta di un Sito di interesse Nazionale). Dopo le lentezze burocratiche e la scelta del commissariamento regionale per superare l’impasse, è ora importante accelerare i tempi e avviare i rilievi, in modo da chiarire anche l’intensità e il perimetro degli interventi. Senza dimenticare la necessità di verifica e bonifica delle acque superficiali del fiume Sacco. Oggi in Aula, durante la seduta di Consiglio straordinaria dedicato alla Valle del Sacco, ho sentito parlare anche del tema rifiuti. È bene sottolineare che le autorizzazioni concesse in diversi siti del frusinate rappresentano possibili violazioni di un Piano rifiuti vigente e della gerarchia dei trattamenti stabilita dalle norme Ue e nazionali. Eppure il centrodestra da un lato sostiene che il frusinate paghi le scelte di Roma in materia rifiuti, dall’altro è quello che poi in sede di Piano rifiuti si è schierato contro l’esigenza di rendere Roma autosufficiente. Così come sono state le giunte di centrodestra che in passato – da Colleferro a S. Vittore e fino a Roccasecca – ha dato inizio e confermato gli scempi che dalla Valle del Sacco si estendono all’intera provincia”. Anna Ammanniti
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