Anagni – Dalle acque del Rio Tufano spunta la carcassa di un’auto data alle fiamme

Ettore Cesaritti
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Accade in via Casecotte le Monache, entroterra della Statale Casilina che collega alla Via Morolense, molto frequentata dalle bande che ripuliscono carrozzerie ed elettrodomestici

Forse estratta durante i lavori di bonifica del corso d’acqua demaniale che nasce appunto dalle rocce a Vallevona/Tufano, vincolato ed iscritto nel registro delle acque pubbliche dalle sorgenti alla foce, la carcassa dell’autovettura giace sui bordi del canale gestito dal Consorzio di Bonifica a Sud di Anagni, orrendo spettacolo ed eloquente monumento a testimonianza di un costume che dura da troppi anni. In quella contrada, infatti, oltre alle decine di microdiscariche che collezionano rifiuti di ogni genere compreso amianto, giacciono in una interminabile fila decine e decine di frigoriferi provenienti sia da abitazioni private che da esercizi commerciali. I collezionisti di vecchi elettrodomestici, generalmente disperati extracomunitari provenienti dall’Europa dell’est e professionisti della caccia al rame, scaricano dai vecchi furgoni frigo ed altri ammennicoli dai quali estrarre filamenti e componenti del prezioso metallo. Lasciando, sul posto, cumuli di rottami. Arrivare a gettare la carcassa di un’automobile nel torrente, però, è veramente troppo. Quanto accaduto in via Casecotte le Monache, entroterra della Statale Casilina che collega alla Via Morolense, lascia molti dubbi nella comunità. E.C.
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