Sono oltre 7 milioni i nuovi casi di Covid registrati in tutta Europa nella prima settimana del 2022, dato più che raddoppiato in un periodo di due settimane.
Le previsioni dell’Oms Europa in un briefing sull’andamento della pandemia del Vecchio Continente non sono affatto incoraggianti. Al ritmo attuale dei contagi, entro due mesi oltre il 50% degli europei sarà contagiato da Omicron. Lo ha detto il direttore dell’Oms Europa Hans Kluge. La nuova variante è stata segnalata in 50 dei 53 stati della regione europea e sta diventando dominante nell’Europa occidentale. In questi giorni Omicron si sposta verso est e preoccupa il possibile impatto in paesi con livelli di vaccinazione più bassi e dove si rischia una malattia più grave nei non vaccinati. “In alcuni Paesi europei il picco della variante Omicron è già stato raggiunto ma la situazione all’interno del continente è molto variegata quindi bisogna sempre ricordarsi di proteggere i più vulnerabili.” Kluge ha spiegato che questa variante può infettare anche “persone che sono state precedentemente infettate o vaccinate”. Catherine Smallwood responsabile delle risposte di emergenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aggiunto che il picco dipende da molti fattori e ovviamente dal virus stesso e molto dipende dalle misure prese. “Le scuole devono essere l’ultimo posto a chiudere e il primo a riaprire” ha dichiarato il direttore dell’Oms Europa, sottolineando che “lasciare le scuole aperte ha importanti benefici per il benessere mentale, sociale ed educativo dei bambini”. A questo proposito i Paesi europei potrebbero rivedere i “protocolli su tamponi, isolamene e quarantena dei contatti a rischio nelle classi, per ridurre al minimo le interruzioni all’insegnamento, mitigando i rischi il più possibile con la ventilazione e l’uso delle mascherine”. Invece, ridurre la durata delle quarantene per la popolazione adulta è una decisione da prendere considerando attentamente “rischi e benefici”: è ammissibile solo “con test negativi” e se è essenziale “per preservare la continuità dei servizi. Nel frattempo in Europa si iniziano a studiare nuove contromisure nei confronti del Covid. Per esempio il Regno Unito e la Spagna vogliono trattare Covid-19 come l’influenza e delineare una strategia di convivenza con il Coronavirus. La variante Omicron viene considerata come più contagiosa sì, ma anche meno mortale della variante Delta. Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico avverte però che non è corretto trattare la variante venuta dal Sudafrica come incapace di provocare la malattia grave. Uno studio dello Stato africano ha dimostrato che 256 persone colpite da Omicron sono morte con patologia grave e si trattava per lo più di over 60. Anna Ammanniti
