Si è conclusa l’autopsia condotta dal dr. Vincenzo Caruso sul corpo dell’albanese Xheleshi Arber, l’uomo rimasto vittima del suo stesso reato nella serata di lunedì scorso a Santopadre. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore dr.ssa Marina Marra hanno condotto gli inquirenti ad identificare il ladro con il suo vero nome, Xheleshi Arber, proveniente dall’Albania, e non come dal documento falso che gli era stato ritrovato indosso. Il 38enne, è già noto alle forze dell’ordine per altri reati, per cui si è potuto risalire alle sue reali generalità.
L’incarico per l’esame autoptico era stato conferito nella tarda mattinata odierna. Nel pomeriggio il medico legale Vincenzo Caruso ha eseguito l’autopsia presso l’obitorio dell’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino: un esame accurato, che è durato circa 3 ore, il cui esito verrà consegnato entro 90 giorni dalla data di oggi. Con il dr. Caruso c’era anche il consulente tecnico di parte dr. Augusto Canali, nominato dall’avvocato Sandro De Gasperis, legale che assiste Sandro Fiorelli e la sua famiglia. Non era invece presente alcun esperto per conto della famiglia di Xheleshi Arber. Eseguita anche una TAC per individuare la posizione esatta dei pallini contenuti nella cartuccia esplosa dal fucile calibro 12, così da chiarire definitivamente la traiettoria del colpo. Lo ricordiamo, il colpo si è conficcato sotto l’ascella destra dell’albanese. A tal proposito, già ieri TG24.info ha riportato un particolare esclusivo, importantissimo: dall’ispezione cadaverica esterna sarebbero emerse, da subito, delle abrasioni lungo la parte interna del braccio destro del ladro, provocate sicuramente dai pallini contenuti nella cartuccia. Le escoriazioni avvalorerebbero, quindi, che il delinquente aveva il braccio sollevato e disteso in direzione del Fiorelli, ad altezza uomo, in maniera perpendicolare rispetto al suo stesso corpo ma, soprattutto, longitudinale rispetto al colpo che lo ha raggiunto sotto l’ascella destra. Xheleshi Arber si dava alla fuga dopo essere stato scoperto, insieme ai suoi complici, all’interno della villetta di Santopadre, nella quale si era intrufolato per mettere a segno un furto: nella corsa Arber si era poi girato in direzione di Sandro Fiorelli, il proprietario dell’abitazione, con il braccio destro alzato ed una pistola ben stretta nella mano, ad altezza uomo. Fiorelli, non potendo immagine che quella potesse essere un’arma a salve, ha esploso un colpo con il suo fucile calibro 12, regolarmente detenuto, per difendere se stesso ed il figlio che gli si trovava poco dietro. Sara Pacitto
