La XVI Comunità Montana Monti Ausoni è al fianco del territorio, delle popolazioni, dei Comitati, delle Amministrazioni e dei Sindaci, che si sono mossi nelle ultime settimane per la lotta contro l’inquinamento di buona parte della Ciociaria.
A spiegare la posizione della Comunità è il Presidente Augusto Carè: <Sono state portate avanti una serie di iniziative, con petizioni, sit-in e riunioni, in particolare contro l’ampliamento della discarica di Colfelice e contro gli odori nauseabondi che si avvertono a partite dall’area a cavallo tra Roccasecca – Colfelice e San Giovanni Incarico. Tra l’altro, in questa area martoriata, malgrado dati autorevoli legati a indagini da parte del Nucleo Operativo Ecologico dell’Arma dei Carabinieri e dati di altra origine, che indicano possibili pericoli per la salute umana, senza parlare di altri danni economici-turistici ed ambientali in genere, si rischia di arrivare all’ennesimo nulla di fatto. Questo, purtroppo, getta ancor di più nello sconforto generale le nostre popolazioni che non sanno più a chi dar credito, mancando i giusti riferimenti per una onesta politica ambientale locale>. Continua Carè: <A livello di politica nazionale si registra, di contro, l’entrata in vigore della nuova legge n. 68 “Disposizione in materia di delitti contro l’ambiente” pubblicata in Gazzetta il 28 maggio 2015 , legge attesa da oltre venti anni, che prevede un serio inasprimento delle pene, alla luce della quale, se fosse stata in vigore prima, avrebbe molto probabilmente cambiato diverse sentenze come ad esempio sul caso Eternit , inciso sulle vicende dell’ Ilva di Taranto e forse anche le nostre vicende. Con la sua approvazione alcuni crimini contro l’ambiente non saranno più considerati semplici contravvenzioni, ma reati inseriti nel codice penale italiano, i tempi di prescrizione vengono raddoppiati e le pene possono arrivare fino a 20 anni di carcere. In particolare sono stati introdotti cinque reati : l’inquinamento ambientale, il disastro ambientale, l’impedimento dei controlli, l’omessa bonifica e il traffico di materiale radioattivo>. Conclude il rappresentante della XVI Comunità Montana Monti Ausoni: <L’ente montano è in procinto di dare corso a una serie di attività al fine di assicurare la propria vicinanza alle popolazione ed al territorio, con un’azione concreta di contrasto alle problematiche legate all’inquinamento del nostro ambiente. Un paese si giudica civile anche in base alla tutela del suo ambiente, cosa che da noi non è avvenuta, basta vedere lo stato di degrado ambientale, “gli affari di vario ordine” che si fanno sulle spalle dell’ambiente e soprattutto i tanti morti, oserei dire “per inquinamento”, mascherati da malattie tumorali, respiratorie e cardiache, senza che nessuno abbia realmente pagato. Questo è un dato oggettivo del nostro grado di inciviltà e questa è una battaglia, da portare fino in fondo, in nome del nostro territorio e dei familiari delle tante persone che hanno pagato, con la loro vita, per tali nefandezze>. CAP
