In Italia lo sport di base viene scarsamente considerato dalle Istituzioni, eppure ha un ruolo chiave nella crescita dei ragazzi. I collaboratori sportivi abbandonati a sé stessi durante la pandemia, i sostegni previsti nei vari Decreti ancora non sono arrivati ed andare avanti è diventato difficile. Eppure questi lavoratori sportivi tanto bistrattati sono gli stessi che formano i campioni olimpionici!

Questa la nota stampa di
Osr, scrivono il presidente
Maurizio Noli, il vice presidente
Fabio Caiazzo e il segretario generale
Roberto Calandra. “I cosiddetti invisibili. Passata la sbornia dei successi olimpici lo Sport riprende il suo posto, quello degli ultimi. Abbiamo sognato, gioito e goduto per la ricchezza di un medagliere olimpico che mai come in quest’ultimo anno ci ha dato le più grandi soddisfazioni. Se da una parte abbiamo potuto notare come lo Stato, abbia investito al di sopra di ogni altro Paese Europeo in premi in denaro per i nostri atleti olimpici: 180 mila per chi ha vinto l’oro, 90 mila l’argento e 60 mila il bronzo, a differenza per esempio della Germania che ha riconosciuto 18 mila a chi ha conquistato l’oro, 14 mila argento e 9 mila bronzo. L’azione del Governo è stata sicuramente più incisiva riguardo la manifestazione olimpionica con fatti e non promesse, mentre durante il periodo pandemico ha affiancato lo sport di base in tutt’altro modo. Lo Stato ancora oggi continua a non investire nel benessere e nello sport di base. Lo fa contravvenendo ai suoi stessi Decreti, approvati ormai lo scorso luglio rivelatisi, ad oggi, promesse e impegni non mantenuti. Due clamorosi aspetti balzano alle cronache in questi giorni, lo fanno ancora una volta a spese dei collaboratori sportivi e dei gestori delle A.S.D/SSD.

Inevaso, per ragioni a dir poco assurde e nel silenzio totale, rimane ancora l’articolo riservato alle
incongruenze INPS che, ad oggi, non sono state risolte ed i collaboratori da ben sedici mesi non vedono un euro degli stanziamenti ad essi destinati. Non sono bastati gli interventi del Sottosegretario con delega allo Sport
Valentina Vezzali, il quale chiedeva a gran voce una risoluzione rapida della questione. Se da un lato INPS omette l’invio dei relativi dati, essenziali per l’erogazione delle indennità, dall’altro la Società Sport e Salute S.p.a., fa orecchie da mercante, incurante delle richieste del Sottosegretario Responsabile del settore e poco interessata al problema.
Intanto i collaboratori sportivi, che
sono poi gli stessi che hanno formato i campioni che abbiamo potuto ammirare alle ultime Olimpiadi, sono alla fame e attendono ciò che è sancito loro in diritto dimenticati da un sistema totalmente da rivedere. Altra storia, tutta italiana, riguarda le ASD/SSD che sempre da luglio attendono clamorosamente i fondi perduti, tanto decantati e anch’essi inseriti nel decreto Sostegni Bis pubblicato in Gazzetta Ufficiale a luglio. Una seconda tranche che poteva davvero dare un po’ di respiro alle società sportive ma che, ad oggi non è mai arrivata e della quale nessuno parla come se, anche in questo caso, ci fossero interessi sopra le parti, meglio tenere i soldi pubblici fermi.

In tutto questo OSR insiste con le proprie richieste sindacali, lo fa uscendo ancora una volta allo scoperto scrivendo, per il tramite del proprio legale, agli enti preposti con richieste di erogazione delle somme dovute a favore degli aventi diritto. Che dire, probabilmente in altri paesi lo sport sarebbe sceso in campo, lo avrebbe fatto alzando la voce nelle sedi opportune e richiamando gli enti erogatori al rispetto delle regole, ponendo i dovuti accenti sul ruolo reale che lo sport di base dovrebbe avere, non solo durante gli eventi olimpici, ma sempre perché, non dimentichiamo, la cultura sportiva forma i ragazzi del domani, gli stessi che, presto, saranno chiamati a raddrizzare un sistema politico scollato dalla realtà sociale e lontano dalle problematiche della collettività.”
Anna Ammanniti