Ferentino – Primo giorno con mascherina obbligatoria all’aperto, tra preoccupazione e speranza

Aldo Affinati
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Nel primo giorno con l’obbligo della mascherina all’aperto nel lazio, la città di Ferentino questa mattina si è mostrata agli occhi piuttosto “spenta”, forse imbarazzata.

La gente evidentemente è rimasta in casa, se non per recarsi (tutti rigorosamente con la mascherina indossata) a fare le provviste settimanali di prodotti alimentari nei discount. Strade e bar semivuoti soprattutto in centro. Deserto perfino il camposanto, che di solito è piuttosto frequentato, e altri luoghi pubblici. Tutto questo sta a significare che in città cresce la preoccupazione dettata dagli ultimi dati sulla pandemia che purtroppo non molla la presa. E se alle finestre e sui balconi di case e palazzi l’immagine del patrono Sant’Ambrogio Martire insiste, insolitamente, di questi tempi (di solito viene esposta da aprile a maggio, nel periodo dei festeggiamenti patronali) ci sarà un perché… La speranza, non soltanto a Ferentino, ma in tutto il mondo, è che il coronavirus venga sconfitto al più presto, per potersi finalmente riappropriare delle proprie vite e della quotidiana normalità. Un appello viene rivolto specialmente ai più giovani e a chi è più “allergico” alla mascherina: vale la pena utilizzarla, ne va della salute di tutti (nella foto di repertorio il sindaco Antonio Pompeo tra i volontari della protezione civile ferentinate, tutti assolutamente muniti di mascherina).
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