Editoriale – Sora, De Donatis in streaming…. da dimenticare!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Sora, come tutta l’Italia, si trova ad affrontare un momento storico surreale, mai vissuto prima. È una lotta impari, contro un nemico sconosciuto che, rubando a ciascuno la quotidianità, sconvolge ritmi ed abitudini in un contesto di isolamento generale che stringe il cuore. Una guerra di “proiettili” invisibili che si possono evitare solo restando a casa, nel rispetto di quanto è stato stabilito dallo Stato con regole ferree, volte alla tutela del singolo e dell’intera comunità. Così, mentre la città si attiene alle disposizioni ed è deserta, De Donatis parla in streaming ai sorani.

Perché se da una parte è senza dubbio il peggior sindaco che si ricordi nella storia, dall’altra è il mago delle conferenze stampa (anche notturne!!!, come quelle del Presidente degli Stati Uniti d’America quando annuncia l’inizio di una guerra), delle tele-interviste e degli articoli auto-acclamatori. Così, in tanta e tale bagarre, non poteva di certo mancare lo streaming!!! L’uomo politico che, in questi quattro anni di mandato, è stato capace di rendere prossimo allo zero il ricevimento al pubblico e di diradare al massimo il contatto con i sorani, fuggendo troppo spesso dalla porta secondaria della sua stanza o facendosi negare a tanti con le scuse più impensabili, scopre lo streaming per mostrarsi al popolo come “salvatore della città” con dei guantini “celeste/azzurro shocking” che è meglio non commentare. Chiacchiere senza distintivo quelle del primo cittadino che sembrerebbero indirizzate a contrastare politicamente le azioni di Fratelli d’Italia. De Donatis sarebbe talmente preso dalla paura di perdere la poltrona che non si renderebbe conto di quanto appaiano ridicole agli occhi della gente queste tanto temute azioni. Una lettera di Bruni scritta con un linguaggio che proprio non gli appartiene. Consegne a domicilio che ricordano troppo il sopralluogo “in pompa magna” fatto a Compre per la frana e che, chiacchiere e sceneggiate a parte, rimane ancora là. Scene da cabaret di livello bassissimo, alla fine si riducono al nulla che più nulla non si può. Dal canto suo la Paolacci, dopo le letture da capogiro dello scorso editoriale (vedi foto a destra), si ricorda di pubblicare i redditi (tra i suoi “amici” della maggioranza fanno ancora finta di niente Bruni, la Castagna, la De Donatis, la Di Ruscio e Mosticone), mentre cerca di fronteggiare il problema “lavoro a casa” per i dipendenti comunali, senza risultati. Da quanto si sente in giro, anche questa operazione sarà un grande flop. Dopo aver ridotto in polvere interi servizi sembrerebbe impossibile organizzare il lavoro a distanza con accesso informatico da remoto. Unica soluzione sarebbe mettere i dipendenti in ferie, imponendole d’ufficio. Operazione di certo non gradita a tanti che, dopo aver appena subito ufficiosamente la riorganizzazione “200.0” (la Delibera di Giunta non è stata ancora pubblicata sebbene immediatamente esecutiva) piena di errori e di incongruenze che preannuncerebbero l’ennesimo fallimento, si troveranno ad essere privati anche delle vacanze estive perché con grande probabilità rimarranno senza giorni a disposizione. Al caos si somma altro caos, mentre il palazzo comunale cade a pezzi ogni giorno di più. Per quanto ci riguarda, in questo momento di criticità, vogliamo abbracciare virtualmente tutti i sorani, ricordando loro quanto è grande Sora con due momenti indimenticabili che l’hanno vista splendere. Ci riferiamo alla Notte Bianca dello Sport (anno 2015 – vedi foto concerto finale) e alla manifestazione Mille Luci per la pace (dicembre 2015 – vedi video), perché chiare e tangibili testimonianze di quanto sia forte il popolo sorano. In entrambe le due circostanze, grazie alla presenza ed all’impegno di tutte le realtà del territorio, opportunamente guidate ed organizzate, Sora è riuscita a brillare di luce propria con tutto il suo splendore. L’unione è stata forza ed ha rappresentato la differenza. Oggi come allora i sorani ce la faranno e risulteranno vincenti in ogni direzione, travolgendo anche questa politica che niente, in questi ultimi quattro anni, ha saputo dare alla città. Vedrete che alla fine #andràtuttobene!!! Alessandro Andrelli
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