Trisulti – Continua la “querelle” sulla Certosa

Andrea Tagliaferri
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Dopo il pronunciamento del Tar del Lazio che, nella seduta del 18 dicembre, ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal Dignitatis Humanae Institute contro l’annullamento della concessione ma anche contro la richiesta di sgombero immediato arrivata da parte del Ministero, mercoledì scorso il Tribunale Amministrativo ha messo l’ultima parola su questa prima fase confermando la sospensiva dei due provvedimenti.

Nulla di inatteso, dal momento che l’udienza di due giorni fa serviva solamente a completare l’iter iniziato a dicembre, nel quale il DHI aveva impugnato dapprima il solo provvedimento di annullamento della concessione ed in un secondo momento, con la procedura dei “motivi aggiunti”, anche il provvedimento di sgombero arrivato pochi giorni prima dell’udienza, esattamente il 5 dicembre 2019 a firma del responsabile del Polo Museale del Lazio. L’Avvocatura dello Stato, che difende il Mibact, non aveva avuto, tuttavia, il tempo necessario per potersi esprimere e controbattere circa i “motivi aggiunti” addotti dall’associazione sovranista, così il TAR, pur pronunciandosi su entrambi i provvedimenti, aveva rimandato a mercoledì 15 gennaio la discussione finale sulla sospensiva, poi confermata. Rimane l’attesa, dunque, per l’udienza del prossimo undici marzo nella quale i giudici del TAR si pronunceranno nel merito della questione, anche se pare si stia facendo una corsa contro il tempo sul fronte del “no” (movimenti, associazioni, partiti ndr) per tentare l’opposizione davanti al Consiglio di Stato. I tempi, tuttavia, stringono, visto che la scadenza per presentare questo intervento “ad opponendum” sarebbe il prossimo 26 gennaio e che il Comune di Collepardo non pare intenzionato ad opporsi, anche se diretto portatore di interesse qualificato sulla vicenda. In questi giorni ci si sta muovendo per trovare altri “portatori di interesse” legittimati ad agire in sede di Consiglio di Stato; come sempre a fare da capofila c’è Comunità Solidali con tutte le realtà che nei mesi di proteste hanno partecipato attivamente alle manifestazioni a sostegno del “no” alla scuola di formazione sovranista direttamente ispirata allo stratega americano Steve Bannon e che si sono affidati allo studio legale Spirito-Ianni di Frosinone, arrivando all’inatteso risultato dell’annullamento della concessione al quale, oggi, DHI si oppone. Andrea Tagliaferri
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