E’ guerra a Cassino per il suono delle Campane. I social si sono infiammati nelle scorse settimane dopo la petizione avanzata per capire il livello di gradimento delle campane di Sant’Antonio. Per alcuni cittadini sono “troppo” invadenti, per altri sono imprescindibili elementi quotidiani. Insomma, tanto per cambiare, la città martire si divide. Chi dice sì, chi dice no e chi dice “non mi interessa”. A finire sotto la lente della cronaca nazionale una questione che sembra riportarci in una pellicola di Don Camillo e Peppone, in città è arrivata anche una troupe della Mediaset per intervistare i cassinati. E c’è chi si dice pronto a continuare la guerra alle campane e ai rintocchi a tempo con ogni mezzo.
Le campane di Sant’Antonio suonano da sempre, in occasione dei matrimoni il suono è diverso, un suono di festa per annunciare il momento. E due volte al giorno la melodia scandisce il tempo. Ma per qualcuno il suono si è fatto davvero troppo invadente e fastidioso. L’argomento continua a tenere banco ormai da settimane e i cittadini seguono l’evoluzione della diatriba con estrema attenzione. Intanto il parroco ha un esercito di fedeli pronti a difendere i rintocchi a suon di commenti social e non solo. Dall’altra parte il gruppo del No non è da meno con l’installazione di strumenti che saranno necessari per monitorare e registrare i dati dei “rumori sacri”. E l’estate avanza all’ombra del campanile di piazza Diamare. Paola Polidoro
