(di Alessandoro Andrelli) Un Big Ben, tanto invisibile quanto esplosivo, mercoledì 27 novembre, segna “l’ora della verità” per il governo De Donatis. Su Viale San Domenico, l’archistar Renzo Piano taglia il nastro per la scuola innovativa (8 classi con vita media di circa 20 anni, per 6,8 milioni di euro, circa 850 mila euro a classe), mentre a Campopiano una scuola, sempre di 8 classi, chiude con apposita ordinanza sindacale perché, sembra addirittura da giugno, una normale caldaia aspetta, invano, di essere sostituita. Una barzelletta che sa tanto di beffa!
Cosi, mentre su Viale San Domenico ci si riempie la bocca di paroloni e ci si pavoneggia senza ritegno, tra fotografie, interviste e sceneggiate con discorsi pieni di pathos che esaltano l’importanza della scuola, a Campopiano si respira l’aria dell’abbandono totale, perché da giugno nessuno si è adoperato per la sostituzione necessaria. Una vergogna, una grande ed immensa vergogna! Non c’è coerenza politica. Non c’è faccia né parola. Si dice e si sdice, a seconda della necessità e dell’opportunità. Per non parlare della recita dell’inizio dei lavori, che vede cominciare la demolizione del mattatoio davanti a Renzo Piano e ai presenti, per fermarsi immediatamente il giorno stesso e sparire nel nulla. Cosa è successo? Perché non si va avanti? Dopo quattro giorni di nulla (il nulla cosmico dell’amministrazione De Donatis) l’ex mattatoio è ancora là! Intanto mentre tutti i riflettori sono puntati sullo show del secolo, Sora continua a restare avvolta nel buio più profondo (vedi foto)
dovuto alla non riparazione della pubblica, nonostante i 43mila euro impegnati e liquidati per lavori ed acquisti su cui ancora regna il mistero. Alle tenebre che dominano la città, si aggiungono buche grandi come crateri rese ancora più enormi e pericolose dalla pioggia. Cosa fa Lino Caschera di fronte allo stato attuale di emergenza? Parla di “asini che volano” alla gente, “rabattandosi” sul nulla (così come da sempre del resto!!!), senza trovare in concreto nessuna soluzione possibile. Di certo fino ad oggi non ha pensato né Sora né tantomeno ai sorani. E se all’esterno la città è in ginocchio, dentro al Palazzo il caos è ancora più grande. Tantissime le professionalità fuggite o fuggenti da Alcatraz che, al contempo, subisce di nuovo l’attacco dei sindacati (vedi foto)
esasperati dalle prese in giro di chi pensa di essere diventato onnipotente e si arroga da tempo il diritto di insultare il prossimo, nonché fare e disfare a proprio piacimento senza curarsi di nulla. A quanto si dice in giro, il salario accessorio e la produttività “non sa da fare” e non si farà !!! Neanche l’intervento del Prefetto è riuscito a smuovere la situazione. Di fatto chi di dovere, con la propria capacità politica subdola e distruttiva, è riuscito a disattendere anche la parola data a S.E..
La mancanza di correttezza e di preparazione, avrebbero raggiunto l’apoteosi con una pec di convocazione per il giorno dopo l’Assemblea Generale indirizzata alle sole sigle sindaci provinciali, senza nessuna considerazione per gli RSU presenti all’interno dell’Ente. Questo è il governo De Donatis! Questa è la tanto decantata trasparenza! Questa è la nebbia in cui si vuole vivere e governare perché fa tanto comodo così! Da che parte iniziare a ricostruire un sistema operativo e corretto? In che modo illuminare le tenebre? Di fatto l’intesa politica del gruppo di governo si è dileguata e tra De Donatis e Bruni sono calati i ghiacciai. Ci si prepara per le nuove elezioni. De Donatis è affogato nel più grande fallimento politico che si ricordi a memoria d’uomo, mentre Bruni cerca di “ripulirsi” in vista degli accordi tra la Lega e Fratelli d’Italia.
Ma con quale coerenza politica due soggetti che si sono fatti personalmente la guerra per un intero mandato diventeranno alleati?
Sora è stanca, i sorani lo sono di più!!! C’è bisogno di aria nuova e pulita, il resto non serve, perché è semplice immondizia politica già così tanto vista e rivista, da non poterne più.
Alessandro Andrelli
