Un sopralluogo a sorpresa, ieri pomeriggio, nell’appartamento al primo piano della caserma di Arce. Un ulteriore accertamento, quello portato avanti dai Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche e dai colleghi della Compagnia di Pontecorvo, che si è reso necessario per confermare alcuni aspetti delle nuove indagini inerenti l’omicidio di Serena Mollicone.
Un sopralluogo disposto in via del tutto straordinaria ieri mattina dal procuratore capo Luciano D’Emmanuele e dopo la visita del capitano dei Ris, Cesare Rapone. L’ufficiale ha consegnato una relazione, il cui contenuto è coperto dal segreto istruttorio, al magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo. Che l’inchiesta sulla misteriosa morte della diciottenne di Arce abbia preso una piega decisamente diversa rispetto agli anni passati è oramai cosa chiara a tutti ma che, addirittura, si arrivasse nuovamente a disporre un preciso sopralluogo nell’alloggio vuoto situato nell’attuale caserma di via Valle, supera ogni più rosea aspettativa. Qui, secondo quando ricostruito da Procura e investigatori, Serena Mollicone potrebbe essere stata uccisa, magari al culmine di un litigio, l’assassino o gli assassini potrebbero averla spinta contro la porta. La ragazza ha sbattuto la testa con violenza fino a romperne il legno e poi finita a terra sanguinante. Questo spiegherebbe la famosa chiazza di colore marrone presente sul pavimento, ai piedi della porta, e che la moglie del maresciallo Mottola, indagata insieme al marito ed al figlio per ‘omicidio volontario’, avrebbe cercato di cancellare facendo arrivare sul posto la donna delle pulizie ordinandole di lavare il pavimento con dell’acido muriatico. Una carrellata di incongruenze ai quali gli investigatori ed i magistrati stanno cercando di dare una risposta.
Angela Nicoletti
