Piglio – E’ tornata l’acqua al laghetto di montagna

Alessandro Andrelli
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E’ tornata l’acqua al laghetto di montagna grazie alle abbondanti piogge di questi giorni. Si tratta del laghetto dell’Inzuglio, amato da papa Giovanni Paolo II ed immortalato da migliaia di turisti che ogni anno si recano al Cammino contemplativo di San Giovanni Paolo II ai prati di Santo Biagio.

In questa località sono state realizzate dalla Comunità Montana di Veroli, nell’anno 2016, delle staccionate ecologiche di recinzione a protezione del laghetto e sono state installate delle panchine e dei tavoli in legno per il relax degli escursionisti del sentiero E1 con un intervento dal titolo “Investimento non produttivo Piano sviluppo rurale “2007-2013 Misura 227”, finanziato con i fondi dell’Unità Europea. Con tale investimento sono state eseguite in località Cava anche delle opere idrauliche comprensive di un serbatoio in cemento armato interrato per deposito di acqua reflua proveniente dal soprastante fontanile, una stazione di pompaggio e una rete idrica di adduzione e di alimentazione di numero 3 fontanili ubicati uno al santuario della Madonna del Monte e gli altri due in zone sottostanti fino ad arrivare al laghetto e ai prati di Santo Biagio. Come al solito si è trattato della solita opera realizzata a suon di clamore e di gran cassa e successivamente abbandonata a se stessa come lo è ancora oggi il Centro Valorizzazione Territorio e Prodotti Tipici di via Anticolana sito nel territorio di Piglio che quest’anno ha compiuto quattordici anni. L’acqua di questo laghetto, negli anni precedenti, è servita non solo al beveraggio degli animali da pascolo (pecore, vacche cavalli, ecc) ma anche agli elicotteri per spegnere gli incendi che si sviluppavano sullo Scalambra. Il Comune intende preservare e valorizzare questa risorsa paesaggistica, che ultimamente, a causa della lunga siccità, era diventata un arido deserto. Il messaggio che l’Amministrazione Comunale desidera lanciare è chiaro: quel luogo va rispettato; esso deve rimanere incontaminato per essere lasciato alla libera fruizione di tutti; deve costituire un punto unico di ricreazione e di ristoro, in cui è dato riconciliarsi con la natura e con le sue bellezze. (fonte: Comunicato Stampa)
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