Regione – Inquinamento, Frosinone si piazza al 101° posto della classifica nazionale su 104

Irene Mizzoni
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A commentare la classifica è Arturo Gnesi, sindaco di Pastena.

<<L’inquinamento ambientale del capoluogo e delle zone limitrofe deve preoccupare non poco la salute dei cittadini e il futuro delle nuove generazioni. La qualità della vita non è un concetto astratto e al suo miglioramento dovrebbero mirare tutte le politiche di sviluppo del territorio e gli investimenti delle risorse pubbliche. La sensibilità su questi problemi, nonostante la protesta e la rabbia dei cittadini è limitata alle campagne elettorali e non si intravedono all’orizzonte strategie nuove e rivoluzionarie destinate a cambiare lo scenario delle nostre città per i prossimi anni. Il più alto tasso di contaminazione dell’aria che respiriamo fa innalzare le percentuali del numero e della gravità delle malattie nonostante una certa pseudo cultura sanitaria tenda a minimizzare l’impatto degli inquinanti con il nostro corpo. Non è una visione paranoica e salutistica della vita, non è una lettura negativa del progresso e dell’evoluzione sociale, non è il desiderio di tornare all’età della pietra, ma la consapevolezza che senza una tutela dell’ambiente sarà compromesso lo stesso sviluppo economico della nostra provincia. I numeri sono impietosi Frosinone è risultata quart’ultima, ovvero 101 nella classifica riguardo all’inquinamento atmosferico.e nell’elaborazione di questo triste primato vengono anzitutto considerati i giorni annuali di sforamento delle polverri sottili( PM 10 e PM 2.5) Più alte e durevoli sono le concentrazioni di queste particelle (ma ne esistono anche altre) maggiori sono i rischi di contrarre patologie respiratorie, cardiovascolari, cerebro-vascolari, dismetaboliche, uro-vescicali nonché tumorali. Siccome non stiamo parlando di cosucce di poco conto e per le quali risulterebbero inefficaci le misure estemporanee dovremmo cominciare a ragionarrci seriamente visto che anche la natura dà segni di cambiamenti climatici devastanti. La città di Ceccano per esempio risulta tra le peggiori in Italia per il superamento del limite medio giornaliero del PM 10 e per trovare chi la batte bisogna arrivare fino in Polonia. Tra il beta-esaclorocicloesano della valle del Sacco, le dichiarazioni di qualche pentito di camorra riguardo l’interramento di materiali tossici, i termovalizzatori, gli impianti per il trattamento dei rifiuti solidi urbani, le discariche autorizzate, i miasmi e la puzza che sovrastano questi impianti non possiamo certo considerarci fortunati. Di certo per cambiare le cose occorrerebbe avere qualche informazione in più ma soprattutto la libertà di agire senza essere ricattati da nessuno e senza il timore di andare contro gli interessi di qualcuno. E nella condizione attuale più che una speranza è un’utopia>>.
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