Editoriale – Sora, “l’impeachment” di De Donatis e della sua maggioranza

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Giorni difficili per “non ho mai nessuna colpa” De Donatis che si mostra (nuovamente e più che mai!!!) ai sorani senza faccia e senza dignità politica. Non riuscendo più a giustificare né lo scempio del suo operato né l’incapacità della sua maggioranza, racconta favole e fandonie.

“Orrori” su “orrori”, che cerca di nascondere negando l’evidenza, “rigirando la frittata” e “mettendosi tutti in petto”, mentre recita il ruolo di vittima (non ci crede più nessuno!!!) convinto di poter imbrogliare nuovamente i sorani. Peccato che l’articolo “strappalacrime” sulla questione Vinciguerra, apparso su un noto quotidiano, metta in luce soltanto la “verità” del sindaco (guarda un po’!!!), apparendo semplicemente “ridicolo” agli occhi di chi conosce la storia. Si dimentica, infatti, che il 15 febbraio 2017 (leggi qui), quattro consiglieri di minoranza – Di Stefano, D’Orazio (incommentabile ma assolutamente scontato il suo comportamento di qualche giorno fa tanto che, ricevuta la stessa mail con lo stesso messaggio, Tg24 non ha ritenuto la cosa neanche degna di menzione) Ernesto Tersigni e Valter Tersigni – presentarono una dettagliata interpellanza (ben 7 pagine!!! –  leggi qui) volta ad evidenziare le numerosissime irregolarità presenti nella procedura di assegnazione delle dirigenze. Nello stesso documento analizzarono anche la posizione dell’architetto Vinciguerra (il tutto supportato da atti, leggi e sentenze), chiedendo al sindaco, ed implicitamente alla maggioranza, di revocare i decreti sindacali inerenti gli incarichi dirigenziali affidati, di non procedere con la stipula dei contratti relativi, di prendere in seria considerazione le ragioni addotte dall’ex dirigente e, vista la corrispondenza in atti, di reintegrare lo stesso. Durante il consiglio comunale dedicato, la risposta del primo cittadino, che di fianco aveva “il fuoriclasse” Scarsella (non Norcia!!!), asserì che l’operato della maggioranza era inoppugnabile, perché totalmente giusto e corretto (è tutto agli atti ed alle registrazioni del consiglio comunale). Così, con tono sprezzante, quasi deridendo ragioni e sentenze apportate dai consiglieri di minoranza, De Donatis ed il suo gruppo di governo si arroccarono sulla posizione che vedeva estromesso, sic simpliciter!, Vinciguerra. Incurante di tutto e tutti (pensava che si scherzasse quando si parlava di denunce), il sindaco continuò sulla sua strada e gli incarichi dirigenziali restarono ai soggetti prescelti, i cui nomi erano già noti a tutti molti mesi prima del bando di concorso (leggi qui). Sembra si dovessero onorare “promesse” elettorali, senza tenere conto della legge. Il resto è storia, tristemente nota. Dirigente del settore tecnico il marito di una delle candidate nelle liste di De Donatis e dirigente del settore finanziario un funzionario comunale da sempre vicino alla Paolacci ed al sindaco. La sentenza a favore di Vinciguerra, altro non dimostra ciò che a De Donatis ed alla maggioranza è stato detto, ridetto e “stradetto” in tutti i modi. Non faceva comodo allora sentire, così come fa comodo oggi dimenticare. Dare la colpa agli altri e mischiare le carte è una vecchia tattica che oramai non funziona più, perché Sora non ci sta!!! Sora dice basta!!! L’architetto Vinciguerra stringe in mano una sentenza immediatamente esecutiva che condanna il comune a risarcirlo di una cifra enorme ed a reintegrarlo in ruolo. I sorani vogliono sapere chi pagherà il dovuto causato dal danno riconosciuto e chi pagherà le scelleratezze derivanti dalle nuove decisioni di questo gruppo di governo, perché sembra che proprio in questa direzione si stia andando. Per quali motivi il sindaco si ostinerebbe a difendere l’indifendibile ed “a fare ancora peggio”? Quali sarebbero le ragioni che lo spingerebbero in tal senso? Che motivi avrebbe la maggioranza per appoggiarlo? Allora è vero che ci sono stati e che ci sono altri interessi? Sora per legge può avere al massimo due dirigenti nominati con l’art. 110 comma 1 e, per quanto è dato sapere, il contratto sottoscritto da quelli in carica cessa di diritto nel caso in cui sopravvengano fatti giuridici che vadano ad incidere sulla procedura di conferimento dell’incarico. Quindi collocare in ruolo Vinciguerra non solo si deve, ma anche si può. Basta volerlo! Di certo l’inottemperanza della sentenza non giocherebbe a vantaggio di De Donatis nell’udienza di dicembre. Sulla testa del sindaco ci sono capi penali d’accusa seri che di certo non trovano chiarezza nel comportamento del primo cittadino. E mentre si confida nel ripristino della legalità che il segretario generale ha il dovere di assicurare, in quanto massima autorità giuridica/amministrativa dell’Ente, i sorani continuano a chiedere alla minoranza la segnalazione alla Corte dei Conti, affinché per Vinciguerra non si tocchino i soldi pubblici e chi ha sbagliato paghi!!! Alessandro Andrelli
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