(di Anna Ammanniti) Nel corso del Consiglio Comunale di venerdì pomeriggio sull’approvazione del Bilancio consolidato, il consigliere di minoranza Valeriano Tasca (Casapound) ha sollevato una questione inerente agli incarichi legali affidati di recente dal Comune a due avvocati.
Lo stupore del consigliere Valeriano Tasca nasce dal ricorso al Tar del Comune per la chiusura del Punto di Primo Intervento, assegnato ad un avvocato iscritto all’Albo nel 2015; inoltre Tasca si è meravigliato dell’eccessiva onerosità dell’altro avvocato. Il sindaco Daniele Natalia ha spiegato che quando lui è stato assessore al Contenzioso dal 2009 al 2013, per evitare l’eccessiva onerosità delle cause, con la Giunta, aveva stabilito i prezzi calmierati dei contenziosi. Quindi il Regolamento stilato durante l’amministrazione Carlo Noto aveva dato la possibilità al Comune di risparmiare molto. Di seguito è subentrato un nuovo regolamento con l’amministrazione Bassetta, che ha fissato le tariffe minime, stabilendo che le cause venissero pagate sulla base del minimo tariffario. Il sindaco Natalia ha spiegato che quel regolamento è ancora vigente e sta valutando di tornare al regolamento stilato all’epoca dell’amministrazione Noto. A Tasca e ai presenti Natalia ha detto che gli avvocati vengono scelti dal funzionario, all’interno di una lista, ogni sei mesi gli avvocati con i requisiti chiedono di essere inseriti. Il funzionario sceglie l’avvocato a seconda delle proprie competenze, il legale scelto per il ricorso amministrativo fa parte di uno studio anche di un certo livello. L’avvocato scelto per fare le opposizioni, nel passato ha già curato delle opposizioni a decreto ingiuntivo, ottenendo dei risultati positivi. Il funzionario che li ha scelti ha ritenuto opportuno affidare a loro due gli incarichi. Abbiamo chiesto al consigliere Valeriano Tasca, dopo la constatazione al Consiglio quale saranno le azioni che intraprenderà per conoscere meglio la situazione. “Prima di tutto ci tengo a precisare che la mia contestazione non voleva essere un attacco alla professionalità degli avvocati scelti dal Comune, ma che questa partiva da un presupposto di chiarezza sul funzionamento e regole del servizio contenzioso. Prendiamo il caso dell’avvocato scelto per l’importante ricorso al Tar contro la Asl. Durante il consiglio il sindaco ha dichiarato che questo è stato scelto dal servizio contenzioso dall’elenco degli avvocati di fiducia del Comune. Bene, il 15 maggio del 2015 venne emanato l’avviso pubblico per la istituzione dell’elenco degli avvocati per l’affidamento di incarichi di patrocinio, rappresentanza e difesa stragiudiziale e giudiziale del Comune di Anagni. Questo venne deliberato dal Consiglio Comunale all’unanimità il 26 gennaio del 2015. Nella pagina 2 dell’avviso pubblico si legge chiaramente che <l’istante dovrà dichiarare, a pena di esclusione, di essere iscritto all’albo degli Avvocati, da almeno 5 anni oppure 2 anni per cause innanzi al Giudice di Pace>. Ora l’avvocato scelto dal Comune è iscritto all’albo degli Avvocati solo dal gennaio del 2015. Allora ripeto, come vengono scelti gli avvocati dal servizio contenzioso? Si può far fare un ricorso al Tar anche ad un avvocato che è iscritto all’albo solo dal 2015? Per il caso invece dell’avvocato scelto per il ricorso contro i Decreti Ingiuntivi un dubbio mi è venuto sul compenso che a mio avviso è molto alto. Per un ricorso al Tar la spesa è di 8000 euro e per due ricorsi contro Decreti Ingiuntivi è di 40000 euro? Probabilmente così è, ma credo sia giusto vederci chiaro. Ecco perché presenterò subito un’interrogazione al Sindaco per ricevere spiegazioni in merito e poi valuterò altre azioni da fare.” Consultando l’ultimo regolamento comunale, adottato dal Consiglio Comunale all’unanimità nel 2015, quindi anche con il voto dell’attuale sindaco e dell’attuale presidente del consiglio, all’epoca consiglieri di minoranza, regolamento tra l’altro recepito e adottato anche dal Comune di Paliano e Piglio senza che apportassero modifiche, all’art. 7 si legge che per la determinazione del compenso, debbono applicarsi i minimi tariffari, proprio al fine di contenere il capitolo spese legali, e il rimborso forfettario è del 10% ( non del 15% come di solito avviene). In termini pratici per la questione relativa alla ditta che chiede al Comune il pagamento della fattura di importo più piccolo è stato calcolato correttamente il compenso indicato in € 18.498,73? Peraltro l’importo è identico a quello relativo al giudizio concernente una richiesta di pagamento più elevata! Se ci fossero stati degli errori tali da arrecare una danno erariale, e aspettiamo una smentita, il pregiudizio per l’Ente potrebbe essere evitato con l’annullamento in autotutela delle determine in questione. Altro tema di discussione riguarda anche la scelta del legale, che il sindaco ha difeso in Consiglio dichiarando che già in passato ha patrocinato cause per l’Ente con risultato positivo. Il problema, sentendo alcuni mormorii in aula, non è la bravura o meno del legale, ma il noto rapporto di affinità con un componente della Giunta. Per quanto concerne l’affidamento all’avvocato iscritto all’Albo nel 2015, l’art. 3 con i requisiti per l’iscrizione nell’elenco, appare abbastanza chiaro. “Per richiedere l’iscrizione nell’Elenco è necessario il possesso dei seguenti requisiti minimi (da autocertificare): Iscrizione all’Albo degli avvocati da almeno cinque anni. Inoltre evidenzia che è essenziale non trovarsi in situazioni di conflitto di interessi con l’amministrazione comunale. Concetto ripetuto nell’art4 dello stesso: Iscrizione all’albo professionale degli avvocati da almeno 5 anni per i giudizi innanzi all’AGO, al giudice Amministrativo, tributario e contabile; Iscrizione all’albo degli avvocati da almeno 2 anni per i giudizi innanzi al Giudice di Pace. I cittadini per una questione di trasparenza chiedono chiarezza sulla questione anche per fugare dubbi circa la nullità di un conferimento d’incarico adottato violando il regolamento comunale. Anna Ammanniti
