Tre ore di interrogatorio. Un faccia a faccia tra il capogruppo di minoranza al Comune di Piedimonte San Germano, Ettore Urbano da lunedì mattina agli arresti domiciliari, ed il Gip del tribunale di Cassino, Gabriele Montefusco.
Nella stanza al primo piano del palazzo di giustizia di piazza Labriola c’erano anche il sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi e l’avvocato Gianrico Ranaldi, difensore di fiducia del primario del pronto soccorso di Cassino. Un lungo colloquio nel corso del quale Urbano ha spiegato la sua verità e la sua posizione. Negando di essere coinvolto nella contraffazione delle schede elettorali e di essere certo di non sapere chi possa aver fatto una cosa del genere. Perché quelle cinquantanove schede, all’alba della tornata elettorale del giugno del 2017, qualcuno le ha ‘marchiate’. Senza ombra di dubbio. Tutti i disegni appartengono ad una stessa mano e chi ha vergato quei segni è un indagato vicino ad Urbano ed alla sua lista. Chi avrebbe avuto l’interesse a far rendere nulle le elezioni? Quale sarebbe stato il tornaconto? A queste domande la Procura cerca risposta. Per questo le indagini, come trapelato dai corridoi della Procura, non sono ancora ultimate. Nel frattempo l’avvocato Ranaldi ha presentato istanza di scarcerazione del suo assistito ai giudici del tribunale per il Riesame. ang.nic.
