I vertici del Partito Democratico, dopo il flop della coalizione guidata dal candidato sindaco Pd Sandra Tagliaboschi, si sono dimessi. Sia il presidente Maurizio Bondatti che il segretario Francesco Sordo hanno rassegnato le dimissioni.
Il Pd pure essendo stato votato come secondo partito della città, non ha realizzato un buon risultato con la coalizione, nelle elezioni del 10 giugno scorso. Il segretario Sordo nella lettera di dimissioni dichiara: “Paghiamo agli occhi della cittadinanza una serie di negatività su cui dobbiamo attentamente riflettere, alcune causate sotto nostra diretta responsabilità, altre invece congiunturali e assolutamente indipendenti dalla nostra volontà. Il fallimento dell’amministrazione Bassetta, con la nostra cacciata dalla Giunta e la sua conseguente caduta dinanzi ad un Notaio, l’impossibilità di poter ricostruire un campo significativo di forze in questa ultima tornata elettorale.” Duro affondo dell’ex sindaco Fausto Bassetta, non ci sta alle parole di Francesco Sordo e risponde: “Il segretario dimissionario del locale circolo del Pd continua a scaricare sugli altri le sue responsabilità. Il fallimento della precedente amministrazione è principalmente dovuto a un comportamento del suo partito a dir poco irresponsabile, senza dimenticare che la federazione provinciale non ha voluto ascoltare le ragioni del sindaco, che aveva chiesto a gran voce un incontro. Nessuno ha cacciato il PD dalla giunta. È stato legittimamente revocato un assessore, nessun altro assessore è stato nominato al suo posto, perché era una posizione dell’amministrazione di pertinenza del partito democratico. Davanti al notaio ci sono andati innanzitutto i consiglieri del partito democratico, che hanno fortemente voluto quella scelta, evitando un consiglio comunale pubblico, dove dovevano e potevano confrontarsi. Candidare alla carica di sindaco uno dei consiglieri (peraltro stretto parente dell’assessore revocato) che aveva sfiduciato il sindaco voluto dal Partito Democratico, si commenta da sé e dovrebbe far riflettere sulle reali responsabilità politiche del fallimento attuale. Non è difficile capire che il recente voto non favorevole al Partito Democratico nelle elezioni comunali punisca proprio le modalità con le quali è stata fatta cadere la precedente amministrazione e le conseguenti proposte politico-elettorali. Per riflettere il tempo c’è, forse manca la volontà e l’onestà intellettuale.” Anna Ammanniti LEGGI ANCHE https://www.tg24.info/anagni-partito-democratico-sconfitta-elettorale-si-dimettono-i-vertici/
