Zone a traffico limitato, piste ciclabili non più “a pezzi” ma capaci di unire tutta la città, percorsi alternativi all’auto lungo il fiume Cosa, accessibilità garantita a tutti tramite l’abbattimento delle barriere architettoniche, sviluppo di Frosinone come smart city. Sono le principali proposte emerse durante l’incontro di ieri pomeriggio promosso dal Movimento 5 Stelle di Frosinone, dal titolo “Il futuro è adesso: una mobilità sostenibile per migliorare la qualità della vita”.
Nel corso dell’incontro i relatori, l’ingegnere Emiliano Cupini e l’architetto Federica Caponera, hanno fatto luce su quelle che sono le esigenze fondamentali relativamente a una rivoluzione della mobilità urbana. Dalla riduzione dell’uso dell’auto allo sviluppo di logiche da smart city. L’architetto Caponera ha anche insistito sull’importanza strategica dell’idea del Parco del fiume Cosa e di un sistema di piste ciclabili ad esso collegate. E sul superamento del caos urbanistico cittadino. I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Marco Mastronardi e Christian Bellincampi hanno puntato su temi cari al Meetup cittadino. In primo luogo sullo sviluppo di zone a traffico limitato, riservate ai soli residenti, in centro storico. Anche facendo leva sul “caso” scoppiato in Consiglio comunale proprio dopo un’interrogazione del M5S sulla pavimentazione della parte alta della città, danneggiata e divelta in più punti. Tratti che, per stessa ammissione di un assessore della Giunta Ottaviani, erano stati realizzati in passato in vista di una pedonalizzazione del centro storico mai arrivata. I consiglieri pentastellati hanno anche rilanciato il tema della riqualificazione urbana, attraverso una programmazione urbanistica puntuale per osteggiare il caos su cui si sono sviluppate le edificazioni a Frosinone. Questo al fine di creare spazi accessibili e che siano usufruibili lasciando l’auto a casa. Come il Parco Cosa e un sistema di piste ciclabili che unisca tutta la parte bassa del capoluogo. Si è insistito molto anche sulla rete del trasporto pubblico, giudicata carente e non capace di invogliare i cittadini a scegliere forme di mobilità alternative all’auto. Una necessità viva a Frosinone, dove lo smog la fa da padrone e i giorni di sforamento rispetto ai livelli di polveri sottili nell’aria hanno già superato in primavera la soglia prevista dalla legge per tutto il 2018. Alessandro Redirossi
