“Noi vogliamo gente che lotta”, “Fuori i c*******”, “Meritiamo di più”.
Cori scanditi da qualunque tifoseria stanca e delusa; cori scanditi dalla tifoseria del Frosinone nelle ultime partite. I tifosi, e questo lo sappiamo, hanno sempre (o quasi sempre, ndr) ragione. Prendo spunto, in questo editoriale post Cesena, analizzando e condividendo una frase scandita a più riprese da Roberto Monforte, la voce per eccellenza di Radio Day e del mondo Frosinone Calcio. “Chi se la sente alzi la mano, chi no, si può fare anche da parte”. E questo concetto, secondo me, vale per i tifosi, ma anche e soprattutto per i calciatori e per tutti coloro che ruotano attorno al mondo giallazzurro. Mancano quattro partite, e c’è un punto di distacco da Parma e Palermo (due se si considerano gli scontri diretti persi, ndr). Il sogno è quindi a due passi dal Frosinone; perchè non dovremmo crederci? Certo, i matchpoint sono sempre meno e i segnali dati dalla squadra in Romagna fanno accapponare la pelle. Ma non è ancora tutto perso. Faccio una piccola provocazione, della quale sono convinto. Per me il Frosinone se vince le prossime quattro è in Serie A, a prescindere da Parma e Palermo. Quindi è giunta l’ora di crederci anche se tutto va storto. E’ giunta l’ora di sognare, anche se i sogni ad ora puzzano di incubo. Gettiamo il cuore oltre l’ostacolo, tutti. Nunzio Danilo Ferraioli
