(di Irene Mizzoni) Grazie al risultato elettorale dei suoi ragazzi entrati in Regione Lazio, Francesco De Angelis c’è.
Le cronache post 4 marzo confermano che è un buon allenatore. Fra tanti è quello che ha vinto mentre si perdeva. Non è entrato in Parlamento ma nel deserto ciociaro ha coltivato e fatto sbocciare due “pupilli”, oggi consiglieri regionali. Un risultato eccezionale agli occhi degli sconfitti, gli stessi che oggi si trovano costretti a ripensare il futuro. La riflessione nel Pd è profonda. Grillo continua a ripetere che il partito democratico è morto ma non tutti ne sono convinti. A cominciare da Nicola Zingaretti che confermandosi alla Regione – anche lui è quello che ha vinto mentre si perdeva – è la nuova speranza. Non a caso il governatore insiste molto su questo termine utilizzandolo sempre nei suoi discorsi. Nicola parla di speranza, coraggio. Dice no alla paura, auspicando un ritorno al senso di comunità.
E’ il contatto con la gente in effetti che manca. Un distacco che è strappo col tessuto sociale: è la colpa più grande del Pd. Un “Partito a ZTL” è stato definito,
intendendolo come gruppo chiuso, per pochi. Un partito a traffico limitato, lontano dal popolo, che non fa gli interessi del popolo.
Francesco (ergo Mauro Buschini e Sara Battisti) e Nicola i voti, direttamente e/o indirettamente, li hanno presi. Sono loro la speranza, nel Lazio, in Ciociaria e chissà se anche in ambito nazionale.
I due ne sono coscienti e si frequentano.
Nicola Zingaretti la scorsa settimana è sceso in Ciociaria. Sul palco, anche Francesco De Angelis. L’altro ieri in consiglio regionale, anche Francesco De Angelis. Si dice che Francesco punti alla segreteria regionale ma considerando i tempi e i pesi, potrebbe esserci dell’altro. Si dice che Nicola punti alla segreteria nazionale ma chissà, considerando i tempi e i pesi, potrebbe esserci dell’altro. Staremo a vedere.
