(di Ester Evangelisti) Oggi ragazzi e sport non vanno più d’accordo. Percorrono due strade parallele, strade che non si incontrano, che non trovano il modo di potersi incrociare, di venirsi incontro.
Ma se queste due strade non troveranno il modo di avvicinarsi, si stima che, i ragazzi e i bambini italiani nel 2020 raggiungeranno la piena immobilità. Questa è la storia di ragazzi che non conoscono la morbidezza dell’erba fresca che accarezza la schiena durante una capriola, che non conoscono il sapore del vento che pizzica il viso nelle discese in bicicletta, che non conoscono la bellezza del mondo visto dall’alto dei grandi alberi, tra i rami carichi di foglie verdi. Questa è la storia di ragazzi che queste sensazioni non le conoscono perché non le hanno mai provate, non hanno mai avuto la necessità di provarle. Questa è la storia di ragazzi che a passo lento e affaticato entrano nella vita senza avere la forza per affrontarla; di ragazzi dalla stessa forma della sedia che li accompagna nelle lunghe e noiose giornate, fino a parcheggiarli davanti al mondo scomodo e stretto che s’affaccia dallo schermo di un televisore. Oggi, quasi nessuno ne parla, pochissimi se ne occupano, ma uno studio che può darci un’idea di quello che accade ai corpi degli adolescenti c’è: quello dell’Istituto Regionale di Ricerca Educativa del Lazio, il quale stima che le qualità aerobiche di un adolescente italiano si abbassano ogni anno dell’1% dal 2005! Oggi i ragazzi non hanno più la forza di correre, la voglia di camminare; non posseggono più la capacità di coordinazione e anche saltare una corda diventa una missione impossibile: Oggi i veri vecchi sono proprio i giovani! Giovani che si annoiano di tutto, che trovano qualsiasi scusa pur di restare rintanati in casa, che si lamentano di come sono e che non si alzano con le scarpe da ginnastica infilate ai piedi per poter cambiare le cose, o almeno provarci! Giovani che hanno perso, dopo aver messo in fila i primi passi, la voglia di correre e, quando si perde la voglia di correre, non si ha neanche la possibilità di inseguire quei sogni veloci, che richiedono forza, amore per se stessi, per quel corpo che ci sostiene e che non deve essere considerato solo l’involucro per le nostre ossa. Oggi dobbiamo salvarci e spingere il nostro corpo verso l’esterno, prenderlo con la forza e invogliarlo a correre incontro al mondo, incontro alla vita. Dobbiamo ritrovare la forza per arrampicarci sugli alberi e forse, proprio come Cosimo raccontato da Calvino, anche noi, a quella vista, urleremo a chi di sotto passa, stanco e senza forze, “Sai che non sono mai sceso dagli alberi da allora?“
Ester Evangelisti
