Editoriale – Violenza sulle donne… “Non lasciatevi strappare la vita!”

Alessandro Andrelli
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(di Ester Evangelisti) Oggi, i dati raccolti dall’Istat su “Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro”, ci pongono davanti ad una realtà orrenda, realtà che fa male, uccide, realtà che molto spesso si preferisce azzittire sotto le pietre pesanti dell’indifferenza.

Oggi, i dati raccolti, ci mostrano che 8 milioni 816mila donne fra i 14 e i 65 anni hanno subito, nel corso della loro vita, almeno una forma di molestia sessuale, che le molestie verbali sono la forma più diffusa e che riguardano il 24% delle donne. Da non sottovalutare sono anche le molestie via web: il 6,8% delle donne ha avuto proposte inappropriate o commenti osceni, maligni, sul proprio conto attraverso i social. “Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna”.  William Shakespeare scrive questa frase in un’epoca diversa dalla nostra, in quello che possiamo considerare un mondo lontano, che non ci appartiene più, ma che continua ad insinuarsi in alcuni nostri comportamenti orribili, resistendo, adattandosi al vento che cambia, alle nuove idee, alla nuova vita. Oggi parlare di violenza sulle donne è quasi come sfondare un portone già aperto: moltissime donne hanno subito violenze, sono state calpestate, ferite, trattate come i fiori secchi che si strappano con forza dalla pianta rigogliosa: gettate a terra e umiliate. Moltissime donne continuano a subire queste violenze, in silenzio, con gli occhi bassi, sottomessi, senza quella forza necessaria per combattere, senza quel coraggio necessario per denunciare, per urlare che questo non è amare, rispettare, che questo continuo procurare dolore non è umanità. Non è umanità perché questa non la si può nascondere sotto calci, pugni, sotto proposte indecenti, sotto gli sguardi potenti di chi crede di avere tra le mani la vita di un’altra persona. Perché l’umanità non procura dolore e lividi, non lascia su corpi indifesi, privi della stessa forza animale con cui sono inferte, macchie che un giorno sì, passeranno, ma che faranno sempre male, che riporteranno davanti agli occhi l’orrore di mani pesanti che spingono a terra, che tengono giù con il credo sbagliato di poter decidere su quel corpo che si ritira, si chiude, che cerca solo di proteggersi, di non sentire più quel dolore atroce che non ha il nome di Amore. Quelle mani non possono conoscere la dolcezza delle carezze, non possono conoscere la morbidezza dell’amore, dell’umanità, non possono avere il colore candido del perdono, perché quelle mani saranno sempre sporche, macchiate di oscurità. Oggi le donne hanno il diritto e il dovere di alzarsi, di combatte. Hanno il diritto di puntare i piedi a Terra con forza, coraggio, su quella Terra che è donna come loro, forte, che nell’antichità veniva rispettata e adorata con timore. Hanno il diritto di urlare e farsi sentire, di indossare davvero quei pantaloni per cui si è tanto combattuto, per pretendere e prendere quel rispetto che spesso manca, per non essere più calpestate, guardate dall’alto solo perché non considerate all’altezza. Le donne sono vita e generano vita, nessuno ha il diritto di spezzarle. Nel Talmud, libro sacro dell’ebraismo, è riportato questo testo: State molto attenti a far piangere una donna, che poi Dio conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi perché dovesse essere pestata, non dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale, un po’ più in basso del braccio per essere protetta, e dal lato del cuore per essere Amata.” Ecco, impariamo ad amare e a curare queste donne come meritano, perché sono forti come le onde immense del mare che si alzano dal fondo continuamente e non si arrendono mai. Impariamo ad amare e a curare queste donne perché i veri uomini sono femministi e non hanno bisogno di imporsi su nessuno, in nessun modo, mai. Ester Evangelisti
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