Sorano – Odissea sulla strada per Cassino, cronaca di un viaggio folle

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) Pare un viaggio a ritroso nel tempo. Centinaia di automobilisti sono catapultati in un sol colpo in un mondo antico, quando per percorrere le stesse distanze ci si impiegavano giorni, viaggiando a piedi. Andare a Cassino, dal 15 dicembre, è una odissea.

La superstrada Sora-Cassino è chiusa e bisogna percorrere la strada “normale”, che però tanto normale non è. Il pesante flusso viario, con tir e autobus, ne ha cambiato il volto. L’asfalto si sta rompendo, a tratti la carreggiata è ridotta, ai lati ci sono i campi e pericolosi dislivelli. Bisogna prestare molta attenzione specie quando ci si trova di fronte a mezzi pesanti. Sì, perchè anche quelli passano di lì. Un vero caos. E i pullman? Idem. Ci sono anche loro. E che dire del semaforo a Belmonte Castello? E sì, con tanto di tir che giace ancora lì, al lato della strada, steso su un fianco. Anche questa mattina è la cronaca di un viaggio folle. Lo devono affrontare in tanti, ormai da settimane. Un viaggio che a tratti ricorda quello dell’Inferno di Dante. Nebbia, selva, pericoli. Si viaggia a passo d’uomo, bisogna stare attenti a non tamponare. Si viaggia lenti, bisogna evitare di “toccare” le vetture che vengono di fronte. Si viaggia a 30 chilometri orari perchè è tutto intasato. Che sfortuna questi pendolari! Schopenhauer – proverà a giustificarsi il politico-filosofo che fa l’uccel di bosco – lo aveva detto, “La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra dolore e noia, passando attraverso l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia”. Leggi anche: http://www.tg24.info/belmonte-caos-viabilita-e-sempre-piu-odissea-per-i-pendolari/
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