Bufera in terra marsicana per mazzette e tangenti sulla pubblica illuminazione. Trenta le persone coinvolte, tra queste tre ciociari che il 23 marzo prossimo dovranno comparire in udienza preliminare presso il tribunale di Avezzano.
Tangenti nella pubblica illuminazione, udienza preliminare fissata per il 23 marzo prossimo, per tre ciociari, si tratta dell’imprenditore di Veroli Angelo Capogna di 43anni, l’imprenditore Fabio Buccitti di Boville Ernica 45 anni e Danilo Paolini, un commercialista di 50 anni originario de L’Aquila ma residente da tempo nel capoluogo ciociaro Per tutti i tre il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio. La <bomba> era scoppiata due anni fa quando l’imprenditore Angelo Capogna, denunciò in procura questo giro di tangenti e mazzette in cambio di appalti pilotati per la pubblica illuminazione a Monte San Giovanni e a Castro. Da lì partì l’inchiesta che era arrivata fino alla terra marsicana. Gli investigatori scoprirono una vera e propria tangentopoli, che orbitava attorno alla pubblica illuminazione. Capogna da parte offesa finì sul registro degli indagati per le accuse di corruzione e turbativa d’asta. Secondo gli elementi raccolti dalla procura l’uomo, titolare della <Sari 2> che si occupava di trasformare la pubblica illuminazione a Led Così avrebbe intascato dalle amministrazioni ingenti somme facendo dimezzare i costi dell’ energia elettrica. A mettere il 43enne in contatto con gli altri Comuni Danilo Paolini, un commercialista che insieme ad un politico della zona di Avezzano si sarebbero preoccupati di fargli avere l’appalto. Il tutto secondo le accuse, in cambio di mazzette. L’altro indagato, l’imprenditore Fabio Buccitti deve rispondere di ricettazione perché avrebbe emesso una fattura falsa nei confronti della società <Sari 2 >di Capogna di 70 mila euro. Fattura che sarebbe stata utilizzata per pagare una tangente. Angelo Capogna è difeso dall’avvocato Giuseppe Dell’Aversano, mentre Buccitti sarà rappresentato dall’avvocato Giampiero Vellucci. Paolini verrà invece difeso dagli avvocati Renato Borzone e Aldo Lucarelli di Avezzano. (foto dal web) Marina Mingarelli
