ULTIM’ORA Frosinone – Processo Sangalli, raffica di condanne

Alessandro Andrelli
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Processo Sangalli, raffica di condanne. I giudici del tribunale di Frosinone  hanno condannato  l’ex sindaco  di Frosinone e l’architetto del Comune a quattro anni di pena per il reato di corruzione. Un anno  ed otto mesi per un impiegato che doveva  rispondere di false fatturazioni.

Processo Sangalli,  raffica di condanne. Il giudice del Tribunale di Frosinone  ha condannato a quattro anni di pena l’ex vice sindaco di Frosinone Fulvio De Santis, l’architetto Giovanni Battista Ricciotti a  quattro anni  e l’impiegato Giancarlo Tullio ad un anno ed otto mesi  di reclusione. I primi  due dovevano rispondere di corruzione mentre il terzo di false fatturazioni. Tutti dovevano rispondere di corruzione mentre il terzo di false fatturazioni.  Per la cronaca va detto che i giudici hanno aumentato di un anno la pena richiesta dal pubblico ministero. Il pm infatti aveva chiesto tre anni di reclusione per De Santis e Ricciotti e due anni per Tullio. Soltanto quest’ultimo si  è visto la pena  ridotta di quattro mesi. L’inchiesta  ricordiamo, era partita da Monza  e riguardava appunto l’appalto rifiuti nel comune di Ferentino dove il Comune aveva stipulato con la Sangalli, la ditta di rifiuti, una convenzione di ben cinque anni ma di fatto la ditta grazie a numerose proroghe era rimasta all’opera molto di più. Ma via via che le indagini andavano avanti era stato coinvolto anche il comune di Frosinone. All’epoca dei fatti ad occuparsi della questione rifiuti il   vice sindaco De Santis nonché assessore all’ambiente. Secondo la pubblica accusa Sangalli per accaparrarsi l’aggiudicazione del bando di concorso si sarebbe messa in contatto con l’architetto Ricciotti, il quale avrebbe agevolato  l’aggiudicazione della gara di appalto. Per tale stato di cose, sia De Santis che Ricciotti finirono in  carcere. Secondo quanto acclarato  dalla Procura i due avrebbero  pilotato la gara  proprio  per far vincere la ditta di Monzato .  Un <magheggio> che avrebbe  fatto intascare loro una  tangente da due milioni e mezzo di euro. La Redazione
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