Una notte insonne quella appena trascorsa per le decine di famiglie che vivono in via Cerro a Cassino, nei pressi dell’ex Marini, l’azienda nella quale sono state stoccate tonnellate di rifiuti anche pericolosi. Notte insonne e di rabbia per quel fetore ammorbante proveniente da quello che resta di un incendio che lunedì mattina avrebbe potuto provocare una tragedia e che, fortunatamente, è stato contenuto dai Vigili del Fuoco.
Un rogo scoppiato nella parte antistante il sito di stoccaggio e che solo per un caso non ha avvolto l’interno stabile. Altrimenti adesso staremmo a scrivere nell’ennesima nube tossica e delle conseguenze che una cosa simile provoca ai cittadini ed al territorio. In via Cerro la situazione è oramai allo stremo. I componenti del comitato hanno a lungo dialogato con la Polizia intervenuta sul posto poco dopo le tre. Gli investigatori del vice questore Alessandro Tocco, dirigente del commissariato di Cassino, in una relazione hanno messo nero su bianco i disagi patiti da chi vive in quella zona. Compreso il maleodore proveniente dal depuratore Cosilam. Sulla questione è intervenuto anche Carmine Di Mambro il ‘consigliere-coraggio‘ affetto da tumore che da mesi sta portando avanti non solo la battaglia contro il male del secolo ma anche contro l’inquinamento di questo territorio. “In via Cerro c’è un’altra concentrazione di neoplasie soprattutto tra le nuove generazioni – spiega – questa gente non può e non deve essere lasciata sola. Sono pronto a chiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario proprio per discutere di questa problematica e di tutte le altre legate all’ambiente e che affliggono la nostra bella città”. @nicoletti
