“Il rapporto di Unimpresa pubblicato oggi, circa le costruzioni degradate, ovverosia gli immobili catastalmente rovinati, testimonia come la provincia di Frosinone sia la prima in Italia per questa tipologia di immobili”. Danilo Magliocchetti, consigliere comunale e provinciale di Frosinone.
“Il rapporto, infatti, evidenzia che – In Italia c’è quasi mezzo milione di immobili in dissesto, parzialmente o totalmente inutilizzabili. Si tratta di 452.410 edifici classificati, secondo i parametri catastali, come degradate. Il rapporto rispetto agli edifici sani, che in totale sono 62.861.919, è pari allo 0,72%. Le 10 province con il maggior numero di immobili degradati sono: Frosinone (28.596 degradati e 410.813 “sani”, con un rapporto pari al 6,96%); Cosenza (15.188 degradati e 798.600 “sani”, con un rapporto pari all’1,90%); Cuneo (12.003 degradati e 870.155 “sani”, con un rapporto pari all’1,38%); Benevento (10.942 degradati e 259.589 “sani”, con un rapporto pari al 4,22%); Foggia (9.996 degradati e 679.060 “sani”, con un rapporto pari all’1,47%); Aosta (7.783 degradati e 270.043 “sani”, con un rapporto pari al 2,88%); Siracusa (7.123 degradati e 379.960 “sani”, con un rapporto pari all’1,87%); Piacenza (5.054 degradati e 370.657 “sani”, con un rapporto pari all’1,36%); Verbanio Cusio Ossola (5.046 degradati e 253.702 “sani”, con un rapporto pari all’1,99%); Vibo Valentia (4.822 degradati e 175.901 “sani”, con un rapporto pari al 2,74%). Da questi numeri che destano attenzione e preoccupazione, e da questo non invidiabile primato della provincia di Frosinone, al di la degli aspetti evidenti e prioritari legati alla sicurezza degli edifici e quindi delle persone, si pone un ulteriore serio interrogativo, su come avviare un piano regionale di recupero degli immobili catastalmente rovinati che coinvolga, non solo la provincia di Frosinone, che numeri alla mano è quella messa peggio, ma ovviamente tutte quelle del Lazio . Una opportunità in tal senso poteva essere offerta, ad esempio, dal piano casa della Regione Lazio che, scaduto il primo giugno, poteva tranquillamente essere prorogato fino al prossimo anno, così come richiesto dall’ordine degli ingegneri di Roma, ma che non ha trovato riscontri positivi. E’ auspicabile quindi che la Legge regionale sulla rigenerazione urbana, approvata proprio ieri in Consiglio regionale, e che dovrebbe sostituire il piano casa, possa costituire, subito e senza ulteriori provvedimenti regionali, lo strumento normativo adatto allo scopo, visto che ai Comuni è stato affidato, un ruolo centrale nella scelta e nella valutazione degli interventi di recupero. La mappatura rilevata da Unimpresa dei 28.596 edifici degradati presenti in provincia di Frosinone è il primo strumento a disposizione dei Comuni del territorio per cominciare ad ipotizzare varie tipologie di intervento”.
(fonte: Comunicato Stampa)
(fonte fotografica: Archivio Tg24)
