Paolo Fallone è il nuovo sindaco di San Giovanni Incarico. Finisce dunque l’era “Antonio Salvati”. Decisivo l’accordo politico tra Fallone e Pasquale De Angelis. Il nuovo sindaco, però, dopo una campagna elettorale al vetriolo, cerca di stemperare i toni complimentandosi con l’ormai ex primo cittadino e con il candidato che ha battagliato contro di lui per accaparrarsi lo scranno più importante del comune.
Quali sono le sue prime impressioni dopo una campagna elettorale dai toni molto aspri? <E’ stata senza dubbio la vittoria della cittadinanza, questa è l’unica verità. Abbiamo scelto una linea moderata, al cospetto invece di una campagna elettorale contro la nostra lista che a tratti è stata pesantissima. Ma credo che la risposta più importante sia stata vedere la gente in festa nella nottata appena trascorsa, vedere le lacrime delle persone. Questo ti ripaga veramente di tutto. Posso senza dubbio dire che è stata la vittoria della serenità>. Quali saranno le priorità della sua azione amministrativa? <Prima di tutto intendo fare in modo che il paese continui ad avere una intensa attività sociale. L’obiettivo è quello di essere un modello per molti e lavorare duro per offrire alla cittadinanza servizi al passo con i tempi, servizi che permettano di vivere tranquilli. Le altre priorità, poi, sono senza dubbio le scuole e l’ambiente. Su questi due fronti cercheremo di creare le condizioni perché a San Giovanni ci sia sviluppo>. A proposito di sviluppo, in questi anni San Giovanni Incarico è stata conosciuta soprattutto per la capacità di attirare finanziamenti. Intende confermare questo trend? <Certamente. Questo è stato uno dei lati positivi dell’azione amministrativa degli ultimi anni. Intendo continuare su questa linea, cercando di tessere buoni rapporti con la Regione e con l’Europa. Ma la novità sarà soprattutto quella di cercare di avere sempre più contatti con i paesi limitrofi, in modo da poter portare avanti progetti integrati che possano realmente migliorare la vivibilità del territorio>. Se avesse davanti a lei Antonio Salvati che cosa gli direbbe? <Che ha vinto l’amicizia. Ha vinto la voglia di cambiare le cose di chi mi è stato vicino per tutta la campagna elettorale. Al contrario di chi, invece, ha basato tutto soltanto sulla politica e sui numeri. Ci sono anche quelli, è vero, ma prima di tutto viene il rapporto umano. A Salvati, comunque, stringerei la mano e farei i complimenti per il risultato comunque ottimo che ha raggiunto con la sua lista>. CAP
