Sono i cinque migliori alunni della scuola primaria. Solo una di loro ha ottenuto la borsa di studio, per gli altri quattro neanche la convocazione alla cerimonia. Secondo i genitori dei quattro alunni si tratta di una ingiustizia perchè, diversamente dall’unica premiata, gli altri sarebbero stati “puniti” per aver scelto di trasferirsi in un’altra scuola. Ecco la ricostruzione della vicenda nelle parole delle mamme dei quattro penalizzati.
“In riferimento alla cerimonia di consegna della borsa di studio “Felluca-Merolle” organizzata dall’Istituto Comprensivo “M.T.Cicerone” Arpino-Fontana Liri – Santopadre che si è svolta ad Arpino sabato 27 maggio e che prevedeva, tra le altre premiazioni, anche quella dei migliori alunni della scuola primaria – scrivono le mamme dei 4 ragazzi – le mamme di quattro alunni/e che hanno frequentato la Scuola Primaria “Arpino Pagnanelli” lamentano che gli stessi hanno subito una ingiustizia in quanto pur risultando, certo e documentato, che i figli erano meritevoli del premio, essi non sono stati convocati al ritiro dello stesso. Le mamme dopo aver chiesto invano un incontro con il dirigente scolastico, il professor Bernardo Maria Giovannone, da lui rifiutato, alla richiesta di spiegazioni alla segretaria dello stesso Istituto comprensivo, quest’ultima ha dichiarato che aveva deciso così lo stesso dirigente scolastico e che sarebbe stata premiata soltanto una bambina perchè aveva continuato gli studi della scuola secondaria di primo grado nello stesso istituto comprensivo, mentre i loro figli avevano cambiato istituto. Ricordo – spiega una mamma rivolgendosi direttamente al dirigente scolastico – che questi bambini offesi e danneggiati, hanno frequentato la scuola primaria nel Suo stesso Istituto Comprensivo e che la scelta di queste mamme di lasciare tale scuola è sorta a causa dei problemi e disagi avuti dai loro figli durante gli anni trascorsi nelle aule della scuola primaria “Arpino Pagnanelli”, sballottati da un locale all’altro e costretti a mangiare su gli stessi e sporchi banchi della classe, quindi oltre ai sacrifici e i disagi anche la beffa”. IM
